Si è aperto a Sansepolcro il festival “Primi dei Primi” e lo ha fatto con un nome che pesa: Iginio Massari. Taglio del nastro oggi alle 12 per la seconda edizione, nel cuore di una città che rivendica una storia precisa: qui, nel 1827, nacque il primo pastificio industriale italiano.
Trenta chef, sette stellati Michelin e tre giorni dedicati alla pasta. Il festival è entrato subito nel vivo tra piazza Torre di Berta e il Chiostro di San Francesco, dove la cena di gala – 170 ospiti – ha dato il via alla manifestazione. In tavola tecnica e territorio, con piatti firmati da nomi come Filip Matjaž, Luca Marchini e Mirko Marcelli.
Protagonista assoluto Iginio Massari, premiato con il riconoscimento “Primi dei Primi – Città di Sansepolcro”. “La cucina è semplicità, è togliere il superfluo”, ha detto il Maestro, aprendo di fatto il festival.
Sul palco anche il sottosegretario al Masaf Patrizio Giacomo La Pietra, che ha richiamato il recente riconoscimento della cucina italiana come patrimonio immateriale UNESCO. Un passaggio politico chiaro: valorizzare prodotti e biodiversità come leva identitaria.
Ma il festival non si è fermato alla celebrazione. Piazza Torre di Berta si è trasformata in una cucina a cielo aperto con la “Pasta Chef Street Experience”: piatti espressi, contatto diretto con il pubblico e pasta come filo conduttore tra tradizione e ricerca. In campo anche gli chef locali, oltre quindici, a presidiare il legame con il territorio.
Accanto allo spettacolo, l’obiettivo dichiarato: fare di “Primi dei Primi” un progetto stabile di promozione. Non solo evento, ma racconto continuo del borgo, tra turismo, identità e filiera gastronomica.
Sansepolcro ha rilanciato. La sfida ora è trasformare tre giorni di visibilità in qualcosa che duri tutto l’anno.



