I consiglieri comunali Silvestrelli, Dominici e Ferranti attaccano il Partito Democratico dopo la nomina di Giampiero Giulietti nel nuovo CdA dell’Istituto Clinico Tiberino: “Nel 2022 lasciarono l’aula, oggi tornano quando c’è da occupare una poltrona”.
UMBERTIDE – Torna al centro del dibattito politico cittadino la vicenda dell’Istituto Clinico Tiberino, con un duro intervento dei consiglieri comunali Alessio Silvestrelli, Giovanni Dominici e Alessio Ferranti, che puntano il dito contro il Partito Democratico e la gestione della sanità regionale.
Nel comunicato diffuso nelle ultime ore, gli esponenti dell’opposizione parlano apertamente di “incoerenza” da parte della sinistra, ripercorrendo quanto avvenuto nel dicembre del 2022, quando il Consiglio comunale di Umbertide fu chiamato a esprimersi sulla maggioranza pubblica e sul rilancio dell’ex Prosperius attraverso una ricapitalizzazione.
Secondo i consiglieri, in quell’occasione il Pd avrebbe scelto di non prendere posizione, lasciando l’aula durante la votazione. Un atteggiamento che oggi viene messo a confronto con la recente nomina di Giampiero Giulietti, ex sindaco di Umbertide ed ex parlamentare del Partito Democratico, all’interno del nuovo consiglio di amministrazione dell’Istituto Clinico Tiberino come rappresentante indicato dall’Usl Umbria 1.
Per Silvestrelli, Dominici e Ferranti, questa scelta rappresenterebbe una contraddizione politica evidente. “Prima non sostengono il rilancio della struttura, poi tornano quando si presenta la possibilità di occupare un ruolo di potere”, sostengono gli esponenti dell’opposizione, che criticano anche il compenso previsto per l’incarico.
Nel mirino finisce più in generale anche l’operato della Regione Umbria sul fronte sanitario. Nel comunicato vengono infatti contestati l’aumento delle tasse regionali, le liste di attesa considerate troppo lunghe e una gestione della sanità che, secondo i consiglieri, starebbe privilegiando logiche politiche rispetto alle esigenze dei cittadini.
La polemica si inserisce in un contesto già particolarmente acceso sul futuro della sanità territoriale e sul ruolo strategico dell’Istituto Clinico Tiberino per l’Alta Valle del Tevere. Una struttura che negli ultimi anni è stata più volte al centro del confronto politico locale e regionale, tra richieste di rilancio, investimenti e timori legati alla tenuta dei servizi sanitari sul territorio.
Con questa nuova presa di posizione, il dibattito torna quindi ad animarsi, confermando come il tema della sanità continui a rappresentare uno dei principali terreni di scontro politico in Umbria.



