I democratici respingono le accuse politiche sulle recenti nomine all’Istituto Clinico Tiberino: “Le decisioni spettano a Regione, USL, parte privata e Comune. Basta polemiche da bar”.
UMBERTIDE – Dopo le polemiche politiche degli ultimi giorni sulle nomine del nuovo consiglio di amministrazione dell’Istituto Clinico Tiberino, arriva la presa di posizione del Partito Democratico di Umbertide, che respinge le accuse di aver avuto un ruolo nelle scelte effettuate dai soci dell’ex Prosperius.
Il riferimento è al nuovo CDA dell’ICT, nominato lo scorso 27 aprile dall’Assemblea degli Azionisti della società, composta da USL Umbria 1, Comune di Umbertide e Brugnoni Sanità Srl, che nella stessa occasione ha approvato anche il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2025.
Negli ultimi giorni la questione era diventata terreno di scontro politico, soprattutto dopo le critiche mosse da Fratelli d’Italia in merito alla nomina dell’ex sindaco ed ex parlamentare PD Giampiero Giulietti nel consiglio di amministrazione dell’istituto clinico, indicato dalla USL Umbria 1.
Ora il Partito Democratico locale rompe il silenzio e prende nettamente le distanze da qualsiasi ipotesi di interferenza.
“Negli ultimi giorni l’attenzione su questa questione è stata alta e più volte è stato tirato in ballo il Partito Democratico di Umbertide, come se quest’ultimo abbia in qualche modo potuto dettare le scelte di Regione e Usl Umbria, o dello stesso Comune, per i componenti del consiglio di amministrazione. Ciò è fuori da ogni logica”, si legge nella nota diffusa dal partito.
Il PD sottolinea come le nomine non siano state effettuate dagli organismi politici locali e invita al rispetto del lavoro svolto in questi mesi.
“La nomina non l’hanno scelta gli organismi del nostro partito – proseguono i democratici – quindi chiediamo rispetto sul nostro operato. Sta emergendo un nuovo gruppo dirigente, solido, che affronta tematiche e problemi della città e sta elaborando, attraverso l’ascolto, una serie di proposte per costruire una visione seria e competente per Umbertide”.
Nel comunicato si contesta inoltre il collegamento tra le polemiche attuali e quanto avvenuto nel Consiglio comunale del 2022, quando il PD lasciò l’aula al momento della votazione sul passaggio a maggioranza pubblica dell’allora Istituto Prosperius Tiberino.
“Mescolare quella votazione con responsabilità dirette di oggi sulle nomine del CDA è surreale. Si stanno confondendo questioni differenti”, sostiene il partito, ribadendo come nessun componente dell’attuale consiglio di amministrazione ricopra “ruoli decisionali o di primo piano” all’interno del PD locale.
Da qui la precisazione finale: “Le scelte spettano a Regione, USL Umbria 1, parte privata e Comune di Umbertide. Il nostro partito guarda al futuro. Se qualche forza politica ha bisogno di appigli per sopravvivere, la invitiamo a cercare argomenti veri”.
Parole dure, che chiudono con un affondo politico: “Non ci occupiamo di spartizione di nomine o di potere. Siamo pronti a confrontarci sui temi veri che interessano il territorio e il futuro di Umbertide, senza scendere al livello del chiacchiericcio da bar”.
Il confronto politico attorno all’Istituto Clinico Tiberino, insomma, sembra tutt’altro che chiuso.



