Tessile e futuro, l’appello degli imprenditori agli studenti del liceo artistico: “Difendere una tradizione che crea lavoro”

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Marcello Brizzi e Livio Sassolini al Giovagnoli di Sansepolcro: “Manualità e creatività saranno sempre più richieste, il rischio è perdere un patrimonio del territorio”

Il lavoro manuale e creativo è destinato ad avere più prospettive di quello ripetitivo, visti i tempi attuali. Lo hanno sottolineato due imprenditori di successo della Valtiberina nel campo del tessile, Marcello Brizzi e Livio Sassolini, nel corso dell’incontro tenutosi venerdì 8 maggio nell’aula magna del liceo artistico “Giuseppe Giovagnoli” di Sansepolcro e organizzato dal comitato locale per le celebrazioni dell’800enario della morte di San Francesco d’Assisi, ricordando – quale attinenza con il tema – che furono per primi i frati francescani ad aprire una scuola di mestiere sulla pelletteria a Firenze, nella convinzione che un giovane potesse definirsi libero se messo nelle condizioni di lavorare. I mestieri che hanno dato lustro alla vallata il filo conduttore della mattinata, anche se l’obiettivo era focalizzato sulla sezione di tessitura del liceo artistico, espressione di una lunga tradizione che però adesso sta segnando fortemente il passo: mancano le classi terza e quarta ed è rimasta soltanto una quinta con appena cinque studentesse. Un dato che non è sfuggito nemmeno al sindaco Fabrizio Innocenti, che ha portato il suo saluto. Il rischio di scomparsa per la tessitura è di conseguenza concreto, qualora al termine del biennio iniziale nessun giovane scegliesse questo indirizzo, come hanno ribadito le professoresse Anna Milani e Patrizia Giovagnini dell’istituto superiore di Sansepolcro. Brizzi e Sassolini si sono rivolti agli studenti, facendo capire che – oggi come oggi – è un ambito che offre concrete opportunità occupazionali. “Molti dipendenti che lavorano nella mia azienda – ha detto Brizzi, titolare del maglificio Bma di Sansepolcro – provengono proprio da questa scuola, alla quale siamo legati e con la quale abbiamo fatto assieme diversi progetti. Come rappresentanti del mondo dell’impresa, vogliamo dare il nostro contributo per far durare nel tempo l’indirizzo didattico, anche perché probabilmente nei prossimi dieci anni vi sarà una trasformazione importante sotto la spinta dell’intelligenza artificiale. Lo stesso Bill Gates ha ipotizzato un cambiamento radicale dei lavori, indicando nell’artigianato artistico e di qualità uno degli sbocchi del futuro. La manualità sarà quindi una dote ricercata”. Ed ecco il passaggio successivo di Brizzi: “Negli ultimi anni, invece, le scelte dei ragazzi si sono sempre più orientate verso professioni più intellettuali, in quanto il lavoro di ufficio è visto come una garanzia di sicurezza e benessere. Attenzione, però: l’intelligenza artificiale andrà a eliminare proprio questi posti di lavoro, quindi sarà necessario reinventarsi. Un motivo in più per preservare le nostre tradizioni e, se possibile, rinverdirle”. Livio Sassolini, amministratore unico dell’azienda Busatti e presidente di Cna Valtiberina, ha rafforzato il concetto: “Il compito di noi imprenditori diventa fondamentale nel momento in cui facciamo capire ai giovani che nel tessile c’è domanda di occupazione. Né esistono solo realtà come la mia, che produce con un proprio brand. Dobbiamo insomma spiegare agli studenti che, investendo nel tessile, vi è un futuro sia per loro che per le aziende, le cui tipologie abbracciano segmenti diversi: il mercato fluttua, ma se alcune di esse possono andare incontro a una flessione, altre invece possono crescere”. Sassolini ha messo poi in evidenza l’altro delicato aspetto attuale: “C’è una questione generalizzata di calo demografico – ha detto – che possiamo contrastare in forma indiretta, rendendo il nostro territorio più attraente, perché vengano risorse qualificate e allora bisogna fare più squadra assieme alle amministrazioni. L’impresa deve pertanto svolgere una funzione politica e inserirsi nel percorso decisionale del territorio, assumendosi le proprie responsabilità ed essendo presente quando c’è bisogno”. Come avvenuto appunto al liceo artistico “Giuseppe Giovagnoli” nell’ora di interventi molto seguita dagli studenti e dai loro insegnanti.  

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