“Di nuovo vivo”: alla Rocca di Umbertide il dialogo tra memoria e materia nell’arte di Maronati e Mangolini

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Dal 16 maggio al 7 giugno il Centro per l’arte contemporanea ospita una mostra che mette a confronto due artisti lontani per generazione ma vicini nella poetica del recupero e della trasformazione

Una riflessione sul tempo, sulla memoria e sulla capacità delle cose di rinascere attraverso l’arte. È questo il cuore di “Di nuovo vivo”, la nuova mostra allestita al Centro per l’arte contemporanea della Rocca di Umbertide, visitabile dal 16 maggio al 7 giugno 2026, con inaugurazione fissata per sabato 16 maggio alle ore 17.00.

L’esposizione, curata da Simona Bartolena e Armando Fettolini, mette in dialogo due artisti profondamente diversi per età, percorso e linguaggio espressivo, ma sorprendentemente vicini nell’intenzione poetica: Adelio Maronati (1939–2025) e Carlo Mangolini (1970).

Un confronto artistico che nasce attorno al valore degli oggetti e della materia, capaci di custodire storie, tracce del tempo e memorie spesso invisibili. Materiali poveri, scarti, elementi dimenticati o apparentemente privi di valore vengono trasformati dai due artisti in opere dense di significato, capaci di raccontare molto più di ciò che mostrano.

Da una parte Adelio Maronati, figura storica della scena artistica milanese del secondo Novecento, artista cresciuto nel fermento creativo della Brera degli anni Sessanta accanto ai grandi nomi della sperimentazione italiana. La sua ricerca si è sviluppata attraverso carta, spugne, materiali deteriorabili, pietre, colle e frammenti recuperati, trasformati in sculture e composizioni che sfidano il tempo e il concetto stesso di permanenza.

Dall’altra Carlo Mangolini, artista e curatore aquilano che costruisce vere e proprie “archeologie del contemporaneo” attraverso assemblaggi di ferri, oggetti dismessi, vecchie serrature, elementi metallici e reperti del quotidiano. Le sue opere diventano racconti visivi, ironici e profondi insieme, capaci di riflettere sulla fragilità, sulla memoria collettiva e sul rapporto tra uomo e territorio.

Di nuovo vivo” non è soltanto una mostra, ma un dialogo continuo tra leggerezza e peso, fragilità e resistenza, essenzialità e costruzione narrativa. Le opere dei due artisti sembrano rispondersi, creando cortocircuiti visivi e intellettuali che invitano il visitatore a guardare oltre la superficie delle cose.

L’iniziativa è stata organizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Umbertide. Il vicesindaco con delega alla cultura Annalisa Mierla ha sottolineato il valore del progetto: “Portare a Umbertide artisti e progetti di questo livello significa offrire occasioni autentiche di confronto con l’arte contemporanea e con temi profondi come memoria, identità e trasformazione”.

La mostra sarà visitabile fino al 7 giugno negli spazi della Rocca di Umbertide, confermando ancora una volta il ruolo del Centro per l’arte contemporanea come luogo di ricerca, confronto culturale e sperimentazione artistica.

Orari di apertura:
• Lunedì: chiuso
• Martedì: 16.30 – 18.30
• Mercoledì e giovedì: 10.30 – 12.30 / 16.30 – 17.30
• Venerdì, sabato e domenica: 10.30 – 12.30 / 16.30 – 18.30

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