“Di nuovo vivo” alla Rocca di Umbertide: arte, memoria e materia nella mostra di Maronati e Mangolini

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Inaugurata al Centro per l’arte contemporanea l’esposizione curata da Simona Bartolena e Armando Fettolini: visitabile fino al 7 giugno

Oggetti dimenticati che tornano a parlare, materiali consumati dal tempo trasformati in opere d’arte capaci di evocare memoria, emozioni e nuove prospettive. È stata inaugurata nel pomeriggio di sabato 16 maggio al Centro per l’arte contemporanea della Rocca di Umbertide la mostra “Di nuovo vivo”, dedicata agli artisti Adelio Maronati e Carlo Mangolini, curata da Simona Bartolena e Armando Fettolini.

Un percorso espositivo che mette in dialogo due artisti profondamente diversi per storia, linguaggi e materiali, ma accomunati dalla stessa tensione poetica: ridare significato a ciò che sembra aver esaurito la propria funzione, trasformando frammenti del quotidiano in racconto artistico.

Ad aprire ufficialmente la mostra sono stati il Presidente del Consiglio Comunale Giovanna Monni, i curatori Simona Bartolena e Armando Fettolini e l’artista Carlo Mangolini, alla presenza del consigliere comunale Luca Santinelli, di numerosi appassionati d’arte e visitatori.

Al centro dell’esposizione, visitabile fino al 7 giugno 2026, ci sono materiali di recupero, ferro, carta, oggetti dismessi e frammenti della vita quotidiana che diventano strumenti narrativi. Da una parte Adelio Maronati, protagonista della scena artistica milanese del secondo Novecento, dall’altra Carlo Mangolini, artista e curatore aquilano, accomunati dalla volontà di riportare alla luce storie custodite nella materia.

«I curatori Simona Bartolena e Armando Fettolini hanno saputo mettere in connessione due artisti differenti per materiali e linguaggi, ma uniti dalla stessa volontà di dare nuova vita a oggetti e materiali di recupero», ha sottolineato Giovanna Monni durante l’inaugurazione.

Un concetto ribadito anche dai curatori, che hanno spiegato come il progetto nasca dal desiderio di creare un confronto tra due visioni artistiche apparentemente lontane ma sorprendentemente vicine: non semplice riciclo, ma reinterpretazione poetica della materia, capace di restituire memoria e significato.

«Adelio ed io siamo come archeologi del contemporaneo – ha raccontato Carlo Mangolini – Recuperiamo oggetti che hanno perso la loro funzione, ma non la loro capacità di comunicare. Da qui il titolo “Di nuovo vivo”: elementi che tornano a dialogare con chi osserva».

La mostra rappresenta un nuovo tassello nella proposta culturale della città, confermando la Rocca di Umbertide come luogo sempre più centrale per l’arte contemporanea e per iniziative capaci di coinvolgere cittadini, turisti e appassionati.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche a Vittorio Dragoni per l’allestimento dell’esposizione.

La mostra sarà visitabile fino al 7 giugno nei seguenti orari: martedì dalle 16.30 alle 18.30; mercoledì e giovedì dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 17.30; venerdì, sabato e domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 18.30. Lunedì chiuso.

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