“Giganti Fragili”, Citerna e Fighille si trasformano in un museo diffuso: inaugurata la mostra di Dario Ballantini

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Grande partecipazione per il vernissage del percorso espositivo tra arte contemporanea, paesaggio e riflessione sull’uomo di oggi

Ci sono eventi che riempiono uno spazio e altri che riescono a cambiare l’atmosfera di un luogo. A Citerna e Fighille, domenica 17 maggio, è successo qualcosa di simile con l’inaugurazione di “Giganti Fragili”, la mostra diffusa dedicata a Dario Ballantini, artista conosciuto al grande pubblico anche per il suo percorso televisivo e teatrale, ma da decenni protagonista di una ricerca pittorica intensa e personale.

Più di una semplice esposizione, un vero e proprio percorso tra arte, luoghi ed emozioni, capace di mettere in dialogo opere contemporanee e identità del territorio. Il vernissage ha richiamato un pubblico numeroso e partecipe, partendo dal cuore di Citerna, nella suggestiva cornice del borgo affacciato sulla valle, per poi proseguire nella frazione di Fighille, tra la Dogana Pontificia e Palazzo Tani.

A guidare il pubblico dentro il mondo artistico di Ballantini è stato il giornalista culturale Marco Botti, che ha raccontato il percorso creativo dell’artista, accompagnando i visitatori oltre l’immagine televisiva più conosciuta per mostrare la profondità di una pittura fatta di tensioni, fragilità, ironia e riflessione.

Il titolo della mostra, “Giganti Fragili”, diventa così una chiave di lettura potente e attuale. Figure forti solo in apparenza, che nelle opere di Ballantini rivelano inquietudini, vulnerabilità e domande profondamente umane. Un racconto che parla anche del presente, di una società che spesso pretende velocità e perfezione, dimenticando quanto siano parte della nostra natura le fragilità.

Importanti anche i saluti istituzionali del sindaco Enea Paladino e di Loris Mirabucci Casperchi per la Pro Loco di Fighille, che hanno sottolineato il valore di iniziative culturali capaci di creare connessioni autentiche tra comunità, paesaggio e arte contemporanea.

E forse proprio qui sta il senso più profondo dell’iniziativa: dimostrare come anche un piccolo borgo possa diventare centro culturale senza perdere la propria identità, anzi valorizzandola attraverso relazioni, bellezza e partecipazione condivisa.

La mostra resterà visitabile fino al 30 giugno 2026, offrendo un’esperienza immersiva tra pittura, spazi storici e scorci della Valtiberina.

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