E78 e Guinza, Marchetti replica a De Rebotti: “Polemica strumentale, qui contano i risultati”

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La polemica sulla E78 non si spegne. Dopo l’intervento dell’assessore regionale Francesco De Rebotti, arriva la controreplica del deputato della Lega Riccardo Augusto Marchetti, che respinge le accuse e parla apertamente di una “polemica strumentale” utile soltanto a nascondere quello che definisce uno “sgarbo istituzionale”.

Il tema è quello del confronto promosso nei giorni scorsi dalla Regione sulla E78 e sul nodo della Guinza, un’infrastruttura attesa da decenni e tornata al centro del dibattito politico territoriale. Marchetti, però, tiene subito a chiarire un punto: le sue osservazioni, spiega, non erano rivolte ai sindaci dell’Alto Tevere né al ruolo dei territori.

“Non ho mai messo in discussione il valore del confronto con le amministrazioni locali”, precisa il parlamentare leghista, rivendicando anzi il rapporto storico del suo partito con sindaci e comunità locali. La questione, secondo lui, sarebbe invece legata alla correttezza istituzionale dell’incontro organizzato dalla Regione.

Nel mirino finisce soprattutto il mancato coinvolgimento dei parlamentari del territorio. Per Marchetti il tavolo non poteva essere considerato un semplice confronto tecnico tra Regione e sindaci, anche alla luce della presenza della consigliera regionale Letizia Michelini. Un elemento che, a suo avviso, avrebbe richiesto una partecipazione istituzionale più ampia.

Da qui l’affondo nei confronti di De Rebotti: “Trovo singolare ricevere lezioni sul rispetto delle istituzioni da chi dovrebbe prima fare un ripasso delle più basilari regole di correttezza istituzionale”.

La replica del deputato, però, si sposta presto anche sul piano politico e operativo. Marchetti rivendica infatti il lavoro svolto negli ultimi anni sul fronte E78 e Guinza, ricordando di seguire il dossier da tempo, prima come consigliere comunale a Città di Castello e poi in Parlamento.

Secondo il segretario regionale della Lega, oggi il quadro sarebbe cambiato grazie all’azione del Governo e del Ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini. Marchetti cita i 130 milioni di euro destinati ai lavori per l’apertura della prima canna della Guinza, l’inserimento del completamento dell’opera nella programmazione Anas e i 14 milioni previsti per la progettazione esecutiva della seconda canna.

“Per anni si è parlato della Guinza come simbolo di un’Italia incompiuta – sostiene Marchetti – oggi invece ci sono risorse, atti concreti e una programmazione chiara”.

Infine, la stoccata politica finale: “Questa è la differenza tra chi organizza tavoli e chi riesce realmente a sbloccare le opere”.

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