Alto Tevere Bike: “Insegniamo ai ragazzi ad andare in bici, ma soprattutto a stare insieme”

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SELCI UMBRO – Non soltanto sport. Non soltanto biciclette. Dietro il progetto dell’Altotevere Bike c’è molto di più: educazione, rispetto delle regole, socialità e voglia di trasmettere ai più giovani valori che vanno oltre il semplice gesto atletico. A raccontarlo sono il vicepresidente Tayo Adegboye e l’istruttore Luca Conti, protagonisti di una lunga chiacchierata dedicata a una delle realtà giovanili più attive del territorio.

L’associazione di Selci Umbro continua infatti a crescere. Dai primi bambini arrivati quasi per curiosità, oggi il gruppo conta ben 37 ragazzi e ragazze, numeri importanti per una società che ha scelto di puntare soprattutto sulla formazione e sul ciclismo giovanile.

“Per noi la parte più importante è educare i ragazzi al rispetto”, spiega Adegboye. “Quando si va in strada bisogna capire che esistono regole precise. I bambini imparano a stare in gruppo, a rispettare i compagni, gli istruttori e gli altri utenti della strada”.

Un lavoro che parte dal bike park di Selci, ambiente protetto e sicuro dove i più piccoli iniziano a prendere confidenza con la bicicletta prima di affrontare le uscite vere e proprie. Ed è proprio questo uno degli aspetti che colpisce maggiormente chi li incontra lungo le strade del territorio: file ordinate, attenzione, disciplina e grande senso del gruppo.

“Tutto nasce dal lavoro fatto dentro il bike park”, racconta Luca Conti. “Prima insegniamo ai ragazzi come stare insieme, poi li portiamo gradualmente fuori, lungo la ciclabile del Tevere o nei percorsi in mountain bike. L’obiettivo non è solo creare ciclisti, ma bambini consapevoli”.

Dietro questo percorso c’è anche una preparazione importante degli istruttori. Tutti i tecnici della società sono formati attraverso la Federazione Ciclistica Italiana e seguono corsi specifici sia per la sicurezza che per l’approccio educativo ai più giovani. Una responsabilità importante, soprattutto considerando che il ciclismo porta inevitabilmente i ragazzi a confrontarsi con la strada e con situazioni reali.

L’Altotevere Bike non è però soltanto allenamento. L’associazione sta già preparando uno degli appuntamenti più attesi dell’estate: la gara in programma l’11 luglio all’interno della Festa della Ranocchia di Selci. Una manifestazione inserita nel circuito Grifo Flex della Federazione Ciclistica Italiana, che coinvolgerà bambini e ragazzi dai 6 ai 16 anni.

Per i più piccoli sarà soprattutto un’esperienza di partecipazione e divertimento, mentre per i ragazzi più grandi il percorso sarà più tecnico, con ostacoli, dossi e prove più impegnative all’interno del bike park recentemente ampliato.

Nel corso dell’intervista emerge anche il lato più autentico di questa esperienza. Adegboye racconta la sua passione nata quasi per caso dopo i trent’anni, prima con la mountain bike e poi con il ciclismo su strada. “La bici è fatica, ma è anche libertà”, racconta sorridendo. “Ti permette di stare nella natura, di staccare la testa e ritrovare equilibrio”.

Ed è forse proprio questa la forza dell’Altotevere Bike: riuscire a trasformare una semplice attività sportiva in un’esperienza educativa e di comunità, dove crescere insieme conta molto più del risultato finale.

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