CITTÀ DI CASTELLO – La storia dei Vitelli continua a fare centro. E ancora una volta la risposta della città non si è fatta attendere. Sala piena e nuovo sold out per il secondo appuntamento del ciclo dedicato alla signoria rinascimentale promosso dall’Associazione Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, stavolta incentrato sul tema “Un progetto di famiglia. Palazzo Vitelli a Sant’Egidio”.
Il fascino del casato che ha segnato la storia di Città di Castello, il rapporto tra i Vitelli e la trasformazione della città, ma anche curiosità artistiche, architettoniche e culturali hanno richiamato numerosi cittadini, appassionati e rappresentanti delle istituzioni, confermando quanto questa pagina di storia continui ancora oggi a parlare alla comunità tifernate.
Ad aprire l’incontro è stato Marco Conti, consigliere dell’associazione e curatore del ciclo, che ha accompagnato il pubblico in una sorta di viaggio dentro la genealogia della famiglia, spiegando anche il ruolo dei diversi Palazzi Vitelli nel disegno urbano cittadino.
Poi spazio all’intervento della dottoressa Francesca Mavilla, funzionario archivista della Direzione regionale Musei nazionali dell’Umbria, che ha raccontato la nascita e l’evoluzione di Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, fatto costruire dai fratelli Paolo e Chiappino Vitelli nella seconda metà del Cinquecento, sui terreni a est del centro storico.
Una residenza che non fu pensata soltanto come simbolo del potere della famiglia, ma anche come luogo di rappresentanza capace di raccontarne prestigio, ambizioni e relazioni culturali. Non a caso, per la realizzazione del palazzo furono coinvolti nomi di primo piano del Rinascimento italiano: da Bartolomeo Ammannati per la progettazione fino a maestri come Vasari, Circignani, Boscoli, Baglione, Samacchini e la Bottega degli Alberti per decorazioni e apparati artistici.
Molto apprezzata anche la visita guidata conclusiva all’interno del palazzo, che ha permesso ai partecipanti di osservare da vicino ambienti, dettagli decorativi e riferimenti alla storia della famiglia, tra passioni letterarie, collezionismo e perfino interessi botanici, in dialogo con le grandi corti di Firenze, Parma e Roma.
Il ciclo di incontri proseguirà nei prossimi mesi con nuovi appuntamenti, visite guidate e iniziative rivolte anche agli studenti delle scuole superiori, nel tentativo di avvicinare le nuove generazioni alla storia del territorio e del suo patrimonio artistico.



