Un pezzo di storia restituito alla città. Ma anche un luogo del cuore che torna finalmente a mostrarsi in tutta la sua bellezza.
Sono stati inaugurati ufficialmente i lavori di restauro e consolidamento delle mura urbiche di San Giacomo, uno degli scorci più suggestivi e identitari di Città di Castello. Un intervento importante, dal valore complessivo di un milione e 500 mila euro, che ha interessato il tratto compreso tra Porta San Giacomo e il Liceo Plinio il Giovane, finanziato dal Ministero della Cultura ed eseguito dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria.
Per tanti tifernati quelle mura non sono soltanto pietra e storia: sono passeggiate, ricordi, fotografie, incontri e scorci familiari che fanno parte dell’identità stessa della città. E proprio questo è stato il sentimento che ha accompagnato l’inaugurazione: la sensazione di ritrovare qualcosa che appartiene a tutti.
Il lavoro svolto non si è limitato al consolidamento strutturale. Uno degli aspetti più significativi dell’intervento è stata infatti la riapertura del pomerio di San Giacomo, il percorso interno alle mura che torna accessibile dopo anni, tra archi restaurati e nuovi punti di vista sul centro storico. Di sera, poi, l’illuminazione monumentale installata alla base della cinta muraria renderà ancora più suggestiva la passeggiata lungo il tratto recuperato.
«È una nuova tappa nel percorso di riqualificazione e valorizzazione del centro storico», ha sottolineato il sindaco Luca Secondi durante la cerimonia inaugurale, parlando di un vero e proprio “dono alla comunità” e ricordando come negli anni siano stati investiti oltre 6 milioni di euro per il recupero complessivo delle mura cittadine.
Presenti anche la soprintendente Francesca Valentini e il responsabile unico del progetto, nonché direttore dei lavori, l’architetto Florian Castiglione, che hanno ripercorso il lungo lavoro dietro all’opera. Il finanziamento ministeriale risale infatti al 2018, mentre il cantiere è partito nel febbraio del 2024 per concludersi nel marzo di quest’anno.
Non sono mancate le difficoltà tecniche. In alcuni tratti, soprattutto tra Porta San Giacomo e il bastione, i restauratori si sono trovati davanti criticità importanti: vegetazione invasiva, infiltrazioni e persino una lunga lesione che aveva causato un principio di cedimento del muro. I lavori hanno però permesso di recuperare e mettere in sicurezza la struttura, riportando alla luce persino una parte dell’antico camminamento di ronda, rimasto nascosto per anni sotto metri di terra.
Il risultato finale è sotto gli occhi di tutti: mura più sicure, più belle e nuovamente protagoniste del paesaggio urbano. Un patrimonio storico che torna a vivere e a raccontare la propria storia, accompagnando il presente di una città che prova a custodire il proprio passato senza smettere di guardare avanti.





















