Una giornata per incontrarsi, conoscersi e abbattere distanze e pregiudizi. Venerdì 29 maggio, la comunità C.S.A. di Città di Castello, storicamente conosciuta come CeIS, aprirà le porte della sede di Villa Muzi alla cittadinanza in occasione del secondo anniversario del trasferimento nella nuova struttura.
Sarà un momento dedicato al sociale, alla condivisione e alla conoscenza di una realtà che da oltre trent’anni opera sul territorio nel difficile ma fondamentale ambito del recupero dalle dipendenze da sostanze e dal gioco d’azzardo.
La comunità, inaugurata il giorno di San Florido del 1989, rappresenta oggi una presenza storica nel panorama tosco-umbro della riabilitazione. Per molti anni la sede è stata quella della storica Chiesa di Santa Maria del Popolo, fino al trasferimento, avvenuto nel maggio del 2024, negli spazi di Villa Muzi, luogo che durante la pandemia era stato destinato all’assistenza sanitaria dei pazienti Covid.
Un cambiamento importante che ha segnato l’inizio di una nuova fase. Oggi Villa Muzi ospita una comunità terapeutica maschile da 18 posti, con spazi più ampi e funzionali pensati per accompagnare al meglio i percorsi di recupero e reinserimento.
La giornata del 29 maggio sarà soprattutto l’occasione per raccontare cosa accade ogni giorno all’interno della struttura. I cittadini potranno visitare gli ambienti della comunità, confrontarsi con operatori e personale specializzato e conoscere da vicino il lavoro educativo e terapeutico svolto insieme agli ospiti.
Tra i momenti previsti anche l’osservazione di un gruppo terapeutico, considerato uno degli strumenti più importanti all’interno del percorso di recupero, capace di favorire ascolto, consapevolezza e crescita personale.
Non mancherà poi uno spazio conviviale, con un buffet preparato direttamente dagli ospiti della comunità: un gesto semplice, ma dal forte valore simbolico, pensato per creare dialogo e condivisione.
All’iniziativa prenderanno parte anche rappresentanti istituzionali dei comuni di Città di Castello e San Giustino, i referenti dei Ser.D dell’Alta Valle del Tevere e della Toscana, oltre a volontari e collaboratori che nel tempo hanno accompagnato il percorso della struttura.
Il C.S.A. oggi non è soltanto la comunità di Città di Castello, ma una rete articolata di strutture terapeutiche presenti anche a Grosseto, Abbadia San Salvatore, Baciano e Petrognano, con circa 130 posti complessivi dedicati al recupero e al reinserimento sociale.
Una giornata aperta a tutti, per conoscere più da vicino una realtà che ogni giorno lavora, spesso lontano dai riflettori, per restituire possibilità, fiducia e nuove strade a chi attraversa momenti di fragilità.



