Città di Castello è in Serie B: impresa a Foligno davanti a 500 tifosi biancorossi

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FOLIGNO – Citta’ di Castello e’ in serie B.

Tutto il resto viene dopo.

Vengono dopo i quasi trecento chilometri tra andata e ritorno percorsi dai tifosi biancorossi. Vengono dopo i tamburi della Curva Nord Seconda Giovinezza che per quasi tre ore non hanno smesso un attimo di battere. Vengono dopo i cori, le bandiere, le tensioni di una finale che sembrava non finire mai e quel tie-break giocato punto su punto che ha tenuto con il fiato sospeso un’intera città.

Alla fine il tabellone del PalaPaternesi segna 15-17.

E basta quel numero per raccontare una delle serate più belle e intense della storia recente della pallavolo tifernate.

Il Città di Castello Pallavolo espugna Foligno, vince gara tre della finale playoff e conquista una promozione in Serie B nazionale che soltanto poche settimane fa sembrava quasi impossibile. Invece i ragazzi di Andrea Radici hanno compiuto l’impresa, battendo la squadra che aveva dominato il campionato e riportando la città in un torneo nazionale a sei anni dall’ultima apparizione.

La festa è iniziata molto prima dell’ultimo pallone. È cominciata nel pomeriggio, quando circa 500 tifosi hanno raggiunto Foligno per accompagnare la squadra in una delle partite più importanti degli ultimi anni. Una presenza straordinaria che ha trasformato il PalaPaternesi in una piccola succursale del PalaJoan. La coreografia della Curva Nord Seconda Giovinezza è stata da categorie superiori, così come il sostegno incessante arrivato dagli spalti per tutta la durata dell’incontro.

E quando la partita è entrata nella sua fase più delicata, quando la tensione ha iniziato a farsi sentire e ogni pallone valeva una stagione intera, quella spinta è diventata un uomo in più in campo.

La gara è stata bellissima. Difficile. Sofferta. A tratti quasi crudele. Foligno si è aggiudicata il primo set, Città di Castello ha risposto conquistando secondo e terzo parziale, i padroni di casa hanno trovato la forza per trascinare la sfida al quinto set e lì si è arrivati al cuore della serata.

Nel tie-break nessuno voleva mollare.

Ogni punto sembrava decisivo. Ogni errore pesava come un macigno. I biancorossi hanno trovato il vantaggio più volte, Foligno è sempre riuscita a rientrare. Poi sul 15 pari è arrivato il colpo finale. Il muro di Conti ha chiuso la partita, la stagione e ha aperto le porte della Serie B.

Da quel momento è stata soltanto festa.

In campo i giocatori si sono lasciati andare ad abbracci liberatori. Sugli spalti i tifosi hanno celebrato una vittoria attesa, sognata e conquistata con il cuore. Perché questa promozione non nasce sabato sera a Foligno. Nasce tre anni fa.

Nasce quando la società decide di ripartire praticamente da zero. Nasce dalle sere passate in palestra, dagli allenamenti, dai sacrifici di dirigenti, tecnici, famiglie e giocatori. Nasce dalla volontà di ricostruire passo dopo passo una realtà che oggi può finalmente guardare di nuovo ai campionati nazionali.

I numeri raccontano bene il percorso compiuto. Nel primo anno è arrivata la vittoria del campionato di Serie D. Nel secondo la salvezza in Serie C. Nel terzo la promozione in Serie B nazionale. A questo si aggiungono i risultati del settore giovanile, con il titolo regionale Under 13 3 contro 3 e il secondo posto regionale dell’Under 12 maschile.

Risultati che non arrivano per caso, ma che sono il frutto di una programmazione precisa, del lavoro quotidiano e della passione di tante persone.

Un merito particolare va ad Andrea Radici, che ancora una volta ha dimostrato il proprio valore guidando la squadra in una cavalcata playoff straordinaria. Così come va riconosciuto il lavoro della società guidata da Enzo Sideri, capace di costruire negli anni un gruppo competitivo e una realtà solida.

Dispiace inevitabilmente per Foligno, che aveva dominato la stagione regolare e che dopo gara uno sembrava avere la finale in mano. Ma lo sport spesso sa essere imprevedibile. E quando si arriva alle partite che decidono una stagione contano la qualità, il carattere e la capacità di crederci fino all’ultimo pallone.

Città di Castello ci ha creduto.

Ci hanno creduto i giocatori.

Ci ha creduto Andrea Radici.

Ci hanno creduto quei 500 tifosi che hanno colorato di biancorosso il palazzetto di Foligno.

Quando l’ultimo pallone è caduto nel campo dei padroni di casa non ha vinto soltanto una squadra. Ha vinto una città che con la pallavolo ha scritto pagine importanti della propria storia sportiva. Ha vinto una tifoseria che meriterebbe palcoscenici ancora più prestigiosi. Ha vinto chi in questi anni non ha mai smesso di lavorare e di credere in questo progetto.

Da sabato sera il Città di Castello Pallavolo è tornato in un campionato nazionale.

E guardando la festa in campo e sugli spalti viene da pensare che forse non poteva esserci finale più bella.

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