Solitudine e disagio sociale, il Movimento per la Vita: “Bene il dibattito in Consiglio, ora servono risposte concrete”

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CITTÀ DI CASTELLO – La solitudine come emergenza sociale da affrontare con strumenti concreti e non soltanto con dichiarazioni di principio. È la posizione espressa dal Movimento per la Vita di Città di Castello, che interviene dopo il recente dibattito in Consiglio comunale dedicato al tema delle fragilità sociali e dell’isolamento.

«Accogliamo con sincero apprezzamento l’attenzione riservata dal Consiglio Comunale di Città di Castello al tema della solitudine e delle fragilità umane», dichiara Francesco Marconi, presidente del Movimento per la Vita di Città di Castello e consigliere direttivo nazionale. «Il fatto che le istituzioni abbiano posto al centro del dibattito politico il vissuto delle persone in difficoltà rappresenta un segnale positivo e necessario per la nostra comunità».

Secondo Marconi, il concetto di tutela della vita non può limitarsi esclusivamente alla difesa della vita nascente, ma deve comprendere ogni fase dell’esistenza. «La solitudine è una ferita silenziosa che lacera il tessuto sociale della nostra città. Per questo siamo soddisfatti che il tema sia finalmente oggetto di confronto nelle sedi istituzionali».

Il Movimento per la Vita sottolinea però come il confronto debba ora tradursi in azioni concrete. «Oltre ai nobili propositi – osserva Marconi – è fondamentale portare sul tavolo comunale risposte pratiche e realizzabili. Il territorio ha bisogno di politiche del fare, capaci di trasformare la sensibilità politica in strumenti reali di sostegno per chi vive condizioni di isolamento, fragilità o precarietà esistenziale».

Da qui l’invito rivolto a tutte le forze politiche a proseguire il confronto in maniera costruttiva e orientata ai risultati.

«Siamo e resteremo sempre aperti al dialogo con tutte le componenti istituzionali e politiche – conclude Marconi –. La nostra associazione è pronta a mettere a disposizione la propria esperienza per contribuire alla costruzione di una comunità più inclusiva, dove nessuno venga lasciato indietro e ogni persona possa sentirsi accolta e rispettata nella propria dignità».

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