CITTÀ DI CASTELLO – Non una semplice mostra fotografica, ma un percorso capace di toccare il cuore delle persone e di lasciare qualcosa dentro a chiunque abbia attraversato gli spazi della Manica Lunga della Pinacoteca Comunale. Si è conclusa con una partecipazione oltre le aspettative “Io sono il Capolavoro”, l’esposizione nata all’interno del progetto Guarda il mondo con i miei occhi – Teatro Speciale, ideato e diretto da Valentina Martinelli.
Fin dall’inaugurazione, che ha richiamato oltre 230 persone, è stato chiaro che l’iniziativa avrebbe rappresentato qualcosa di speciale. Nelle due settimane di apertura, centinaia di visitatori hanno scelto di entrare in contatto con una mostra che ha saputo raccontare l’inclusione attraverso il linguaggio universale dell’arte e della fotografia.
Tra i visitatori anche numerose scuole del territorio: dalle primarie del primo e del secondo circolo di Città di Castello alle scuole medie Pascoli, Dante e Salesiane, fino agli studenti del Liceo Socio-Economico dell’Istituto San Francesco di Sales e dell’Istituto Cavallotti.
Il progetto porta la firma di Valentina Martinelli, ideatrice e direttrice artistica, e di Marco Bonatti, fotografo e responsabile della post-produzione. Insieme hanno costruito un racconto visivo capace di trasformare i protagonisti degli scatti in autentiche opere d’arte viventi, inserendoli in contesti di straordinaria bellezza e valore simbolico.
Le fotografie dialogano infatti con alcuni dei luoghi più rappresentativi del territorio tifernate, dagli Ex Seccatoi del Tabacco di Alberto Burri alla Villa La Montesca, fino agli scorci della Castrum Felicitatis, contribuendo a valorizzare il patrimonio storico, culturale e paesaggistico della città.
Particolarmente significative le parole lasciate dai visitatori nel diario della mostra. Commozione, stupore, gratitudine e meraviglia sono stati i sentimenti più ricorrenti. Molti hanno raccontato di essere usciti dall’esposizione con uno sguardo diverso, più attento e consapevole verso gli altri e verso la bellezza nascosta dietro ogni persona.
Ogni immagine ha infatti raccontato una storia che va oltre l’apparenza, superando stereotipi e pregiudizi e invitando il pubblico a osservare la realtà da una prospettiva nuova. Un messaggio che ha trovato terreno fertile in una città da sempre sensibile ai temi dell’inclusione e della cultura.
«L’arte ha un potere trasformativo – ha spiegato Valentina Martinelli –. Chiunque assista a uno spettacolo, visiti una mostra o entri in contatto con la bellezza di un luogo non ne esce mai uguale a come vi è entrato. Per questo abbiamo il dovere di creare e diffondere messaggi che generino riflessione, introspezione e bellezza».
Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco Luca Secondi e dagli assessori Michela Botteghi e Benedetta Calagreti, che hanno sottolineato come il progetto abbia dimostrato ancora una volta la capacità della cultura di diventare strumento di incontro, crescita e cambiamento sociale.
“Io sono il Capolavoro” lascia così in eredità non soltanto il successo di pubblico, ma anche una riflessione profonda sul valore della persona e sulla forza dell’arte nel creare ponti, abbattere barriere e costruire comunità più consapevoli. Un’esperienza che molti visitatori porteranno con sé ancora a lungo.







