CITTÀ DI CASTELLO – Sarà Robert Schumann ad aprire la 59ª edizione del Festival delle Nazioni, in programma tra agosto e settembre. Una scelta che rende omaggio a uno dei compositori più affascinanti e complessi della storia della musica, capace di trasformare le proprie inquietudini interiori in arte.
Schumann amava raccontarsi attraverso due figure immaginarie: Florestan ed Eusebio. Il primo rappresentava l’impeto, la passione e l’energia; il secondo la riflessione, la sensibilità e il sogno. Due personalità opposte che il compositore utilizzava persino per firmare gli articoli pubblicati sulla rivista musicale da lui fondata.
Più che semplici pseudonimi, erano il riflesso di un dialogo interiore che avrebbe accompagnato tutta la sua produzione artistica, diventando uno degli elementi distintivi della sua musica.
Schumann fu anche un grande scopritore di talenti. Fu lui, infatti, a intuire per primo il genio di un giovanissimo Johannes Brahms, presentandolo al mondo con un celebre articolo che ne avrebbe segnato l’inizio della straordinaria carriera.
Ad aprire il Festival saranno le celebri Kinderszenen (“Scene infantili”), una delle opere più amate del compositore tedesco. Una raccolta di pagine pianistiche intime e poetiche, dove emerge soprattutto il volto più delicato di Schumann, quello di Eusebio, fatto di ricordi, malinconia e tenerezza.
Sarà così la musica di uno dei grandi protagonisti del Romanticismo europeo a dare il via alla nuova edizione del Festival delle Nazioni, nel segno della bellezza, della ricerca artistica e della grande tradizione musicale.



