Caldo record nelle aziende, la Uil Umbria: “Più controlli, non si può fare profitto sulla pelle dei lavoratori”

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Il caldo eccezionale di questi giorni non rappresenta solo un disagio, ma un vero problema di salute e sicurezza per migliaia di lavoratori umbri. È l’allarme lanciato dalla Uil Umbria, che chiede un rafforzamento dei controlli negli ambienti di lavoro, soprattutto all’interno di capannoni industriali e aziende dove le temperature raggiungono livelli molto elevati.

Secondo il sindacato, non basta l’ordinanza regionale che tutela chi lavora all’aperto ed è esposto direttamente al sole. Restano infatti numerose situazioni critiche all’interno delle imprese, dove l’assenza di impianti di raffrescamento adeguati e il calore prodotto dalle lavorazioni rendono gli ambienti estremamente difficili da sopportare, con il rischio di malori per i dipendenti.

“La situazione è ormai inaccettabile”, sottolinea la Uil Umbria, evidenziando come le ondate di calore siano sempre più frequenti e intense. Per questo il sindacato chiede alla Regione e alle Usl di intensificare i controlli e tutte le attività di vigilanza, affinché la tutela della salute dei lavoratori sia effettiva.

La richiesta riguarda sia le grandi realtà produttive sia le piccole e medie imprese, dove spesso i controlli risultano meno frequenti. Per la Uil, gli investimenti negli impianti di climatizzazione e raffrescamento non devono essere considerati un costo, ma una scelta necessaria per garantire condizioni di lavoro sicure.

Il messaggio finale è netto: “No al profitto a tutti i costi sulla pelle dei lavoratori”.

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