“Dopo l’imponente stanziamento contro la violenza di genere, continuiamo a investire sui servizi strutturali e sul parto in anonimato”
Il Partito Democratico dell’Umbria esprime soddisfazione per l’approvazione del Programma regionale 2026 per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere, promosso dall’assessora Simona Meloni. Con un investimento concreto di oltre 2 milioni di euro, l’amministrazione regionale dimostra nei fatti una scelta politica e istituzionale precisa: essere al fianco delle donne tutti i giorni, rafforzando i Centri antiviolenza, ampliando le Case rifugio (con massima attenzione all’accessibilità) e potenziando gli sportelli territoriali di Marsciano, Assisi, Umbertide e Gualdo Cattaneo. Misure fondamentali a cui si affianca lo scorrimento della graduatoria per il Reddito di Libertà e l’inserimento lavorativo, pilastri indispensabili per una reale autonomia economica e sociale delle donne.
È proprio partendo da questa solida visione di welfare pubblico e strutturale che il PD Umbria accoglie con attenzione al dibattito sollevato dall’UDI, dalla neonata Casa Internazionale delle Donne di Perugia e dalla Casa delle donne di Terni in merito all’attivazione della “Culla per la vita” in prossimità ma fuori dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia. Riteniamo che il dialogo con le realtà femministe e sociali del territorio sia una risorsa preziosa per orientare e qualificare ulteriormente l’azione delle nostre istituzioni.
Come forza di governo, siamo convinti che le soluzioni emergenziali – pur nate con lodevoli intenti di salvaguardia della vita – debbano integrarsi in un quadro in cui la priorità assoluta resta la rete pubblica di prevenzione, supporto e cura che accompagna le donne e le famiglie durante tutto il percorso della maternità, evitando ogni forma di isolamento. “L’approccio vincente è quello di investire in servizi stabili, staccandoci dalle logiche dell’emergenza”, sottolinea la segreteria del PD Umbria. “Per non lasciare sola nessuna donna di fronte a scelte complesse, la risposta più efficace e tutelante risiede nel valorizzare le eccellenze del nostro sistema sanitario e nell’investire sulla prevenzione a monte”.
In questo contesto, il PD Umbria ribadisce la centralità del parto in anonimato come lo strumento istituzionale più sicuro e protetto. Questa procedura garantisce la totale riservatezza della madre e, al contempo, assicura al neonato un’assistenza medica immediata e specializzata all’interno delle strutture ospedaliere, attivando fin da subito i canali di tutela e adozione previsti dalla legge.
Per dare continuità al lavoro svolto dalla Giunta e rispondere alle istanze del mondo associativo, il Partito Democratico propone di concentrare i prossimi sforzi su tre direttrici chiare:
Rilancio dei Consultori e dei Servizi Territoriali: investire sul potenziamento dei consultori familiari e dei punti nascita, presidi fondamentali per la procreazione responsabile e l’ autodeterminazione delle donne, e per intercettare precocemente il bisogno psicologico ed economico.
Campagne informative istituzionali: Promuovere percorsi di informazione e orientamento capillari, accessibili e privi di stigma sul diritto al parto in anonimato, affinché ogni donna, anche minorenne o straniera, conosca le tutele pubbliche a sua disposizione.
Collaborazione con i media per una corretta informazione: Sostenere un confronto costruttivo con gli organi di stampa per garantire una narrazione del tema
rigorosa e incentrata sui diritti previsti dalla legge, diffondendo la conoscenza dei servizi sociosanitari attivi sul territorio.
La sfida del governo regionale è quella di consolidare una sanità pubblica universale e un welfare di prossimità in cui la responsabilità sociale e il valore della cura siano accessibili a tutti, riducendo la necessità di ricorrere a soluzioni emergenziali grazie a una prevenzione sempre più efficiente e vicina alle persone".
Mariella Spadoni
Responsabile parità di genere Segreteria Regionale PD Umbria
Rita Zampolini
Delegata umbra Conferenza Nazionale Democratiche



