Lo Stendardo di Raffaello torna a casa: oltre 200 persone alla Pinacoteca per accogliere il capolavoro restaurato

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CITTÀ DI CASTELLO – Un lungo applauso ha salutato il ritorno dello Stendardo di Raffaello nella sua sede naturale. Oltre 200 tifernati e turisti hanno partecipato alla cerimonia con cui la Pinacoteca Comunale ha riaccolto il capolavoro del giovane Raffaello, rientrato dopo il restauro e l’importante esperienza internazionale al Metropolitan Museum of Art di New York.

L’opera è ora esposta nella rinnovata Sala Raffaello, insieme ai capolavori di Luca Signorelli, in un nuovo allestimento pensato per valorizzare due dei grandi protagonisti del Rinascimento legati a Città di Castello.

Alla presentazione erano presenti il sindaco Luca Secondi, l’assessore alla Cultura Michela Botteghi, la soprintendente Francesca Valentini e il direttore dell’Istituto Centrale per il Restauro Luigi Olivi, insieme a numerose autorità civili, militari e rappresentanti delle istituzioni.

L’occasione è servita anche per annunciare le prossime iniziative dedicate allo Stendardo. In autunno sarà organizzata una giornata di studi sui risultati del restauro e sulle indagini diagnostiche effettuate sull’opera, mentre a marzo verrà presentato un volume dedicato al progetto di restauro-pilota. Parallelamente, l’Istituto Centrale per il Restauro sta realizzando uno Stendardo digitale, uno strumento multimediale che permetterà di osservare l’opera nella sua interezza e di comprenderne il processo creativo.

Tra gli annunci anche quello relativo al futuro della Pinacoteca comunale, che sarà interessata da un progetto di riallestimento complessivo per rendere il museo sempre più moderno, accessibile e capace di valorizzare il patrimonio artistico custodito.

Lo Stendardo, dipinto su due tele che costituivano un unico gonfalone processionale, appartiene ai primi anni dell’attività di Raffaello a Città di Castello. Il recente restauro ha restituito un’importante scoperta: un’ampia parte del disegno preparatorio originale, rimasto nascosto per secoli sotto i materiali dei precedenti interventi conservativi. Un ritrovamento che offre nuove informazioni sul metodo di lavoro del giovane maestro urbinate e rappresenta un contributo significativo agli studi raffaelleschi.

«Il ritorno dello Stendardo rappresenta un momento di grande valore identitario per la città – hanno dichiarato il sindaco Luca Secondi e l’assessore Michela Botteghi –. La partecipazione alla mostra del Metropolitan Museum, visitata in media da 6.800 persone al giorno, ha dato al capolavoro una straordinaria visibilità internazionale, contribuendo anche alla promozione di Città di Castello e del suo patrimonio culturale».

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