La comunità montesca torna a celebrare il giovedì dell’Ascensione e rilancia il dibattito sul ripristino della festività: “Un patrimonio culturale da recuperare”
A Monte Santa Maria Tiberina l’Ascensione continua ad avere il suo posto naturale nel calendario: il giovedì, quaranta giorni dopo Pasqua. E anche quest’anno, giovedì 14 maggio, il borgo si prepara a celebrare una ricorrenza che qui conserva un significato che va oltre l’aspetto religioso, intrecciandosi con identità, memoria storica e valorizzazione del territorio.
Da anni amministrazione comunale e comunità montesca sostengono la necessità di riportare la Festa dell’Ascensione alla sua storica collocazione festiva nazionale, come avveniva prima delle modifiche introdotte negli anni Settanta.
Un tema tornato al centro del dibattito anche alla luce della recente istituzione della festività di San Francesco d’Assisi, considerata da chi porta avanti questa battaglia un possibile segnale di attenzione verso il recupero di ricorrenze legate alla tradizione popolare e culturale del Paese.
Secondo i sostenitori del ripristino, la Festa dell’Ascensione rappresenta un patrimonio che va oltre il significato confessionale. Si tratta, spiegano, di un elemento identitario e culturale profondamente radicato nella storia europea: in molti Paesi del continente, infatti, il giorno dell’Ascensione continua a essere festivo a tutti gli effetti.
Ma accanto all’aspetto storico e culturale emerge anche quello economico e turistico. La riflessione che arriva da Monte Santa Maria Tiberina è chiara: i cosiddetti “ponti” non sono più considerati un problema per il sistema produttivo, ma un’opportunità capace di generare movimento, consumi e presenze nei territori.
Per borghi storici e aree interne come Monte Santa Maria Tiberina, una festività infrasettimanale potrebbe tradursi in un’occasione concreta per attrarre visitatori, sostenere le attività locali e incentivare un turismo più diffuso, lontano dalle mete sovraffollate.
L’idea è quella di favorire una redistribuzione dei flussi turistici, valorizzando piccoli centri ricchi di storia, paesaggio e tradizioni, spesso fuori dai circuiti più battuti ma capaci di offrire esperienze autentiche.
Così, mentre Monte Santa Maria Tiberina si prepara alla celebrazione dell’Ascensione, torna anche una riflessione più ampia sul rapporto tra tradizioni, identità dei territori e nuove opportunità di sviluppo legate al turismo lento e ai borghi storici.





