La comunità montesca torna a chiedere il ripristino della festa nel giorno tradizionale: “Un’opportunità per borghi e territori”
Monte Santa Maria Tiberina si prepara a celebrare anche quest’anno l’Ascensione, mantenendo viva una tradizione profondamente radicata nella storia locale e religiosa. L’appuntamento cade nella sua collocazione originaria, giovedì 14 maggio, quaranta giorni dopo Pasqua, data storicamente legata alla ricorrenza.
Ma accanto alla celebrazione, dalla comunità montesca torna anche una richiesta che va avanti da anni: il ripristino ufficiale della festività dell’Ascensione nel giorno tradizionale del giovedì, con l’obiettivo di recuperare un patrimonio culturale e identitario e, allo stesso tempo, offrire nuove opportunità di sviluppo ai territori.
La municipalità e la comunità di Monte Santa Maria Tiberina, da tempo impegnate su questo fronte, guardano con favore alla recente istituzione della Festa di San Francesco, interpretandola come un possibile segnale di attenzione verso il recupero di ricorrenze dal forte valore storico e popolare.
Secondo quanto evidenziato nel documento diffuso, il ritorno della festività dell’Ascensione rappresenterebbe non soltanto un fatto religioso, ma anche un elemento di memoria collettiva e valorizzazione culturale, inserito in una visione più ampia della tradizione come parte dell’identità civile di un territorio.
L’Ascensione, viene ricordato, continua a essere giorno festivo nella maggior parte dei Paesi europei e rappresenta una delle ricorrenze più antiche del calendario cristiano, con origini risalenti addirittura al IV secolo.
Nel ragionamento della comunità montesca entra anche il tema turistico ed economico. Se in passato i cosiddetti “ponti” erano spesso considerati un problema per la produttività, oggi vengono letti come un fattore capace di generare movimento economico e occasioni di promozione territoriale.
Secondo questa visione, una festività infrasettimanale come l’Ascensione potrebbe favorire la nascita di nuovi flussi turistici verso borghi storici e territori meno battuti, contribuendo anche a distribuire meglio le presenze rispetto alle mete più congestionate dal turismo di massa.
Per realtà come Monte Santa Maria Tiberina, uno dei borghi storici più suggestivi dell’Alta Valle del Tevere, il ripristino della festività potrebbe così trasformarsi in un’occasione concreta di valorizzazione culturale e turistica, mantenendo al tempo stesso vivo un pezzo importante della memoria collettiva.


