Si conclude una settimana di riprese legata al progetto internazionale di scansione dell’opera di Piero della Francesca promosso da Arius International
Si è chiusa una settimana intensa per Sansepolcro, segnata dalla presenza della troupe impegnata nella realizzazione del docufilm collegato al progetto internazionale di scansione della “Resurrezione” di Piero della Francesca, promosso da Arius International. Un’esperienza che ha riportato la città al centro di un percorso culturale di respiro internazionale, capace di intrecciare arte, tecnologia e valorizzazione del patrimonio.
Al termine delle attività, l’assessore alla cultura Francesca Mercati ha voluto rivolgere un ringraziamento pubblico a tutte le persone e alle realtà coinvolte nel lavoro svolto in questi giorni.
“Al termine di questi giorni così importanti per la nostra città – ha dichiarato Mercati – sento il dovere di esprimere parole di sincera gratitudine nei confronti dei dipendenti comunali di Sansepolcro e dei vari uffici coinvolti, che si sono adoperati con grande competenza, professionalità e disponibilità per supportare un progetto di respiro internazionale”.
Un riconoscimento particolare è stato rivolto al Museo Civico, cuore simbolico della città e custode della celebre opera di Piero della Francesca, per il supporto organizzativo e logistico garantito durante tutte le fasi operative.
“Un ringraziamento speciale – ha aggiunto l’assessore – va al personale del Museo Civico, che ha garantito un prezioso supporto logistico e una disponibilità davvero lodevole, contribuendo concretamente alla buona riuscita del lavoro”.
Nel messaggio dell’assessore spazio anche al contributo delle associazioni cittadine, che hanno collaborato aprendo luoghi simbolici del territorio alle riprese, consentendo alla produzione di raccontare aspetti identitari della città attraverso immagini, storie e testimonianze.
Secondo Mercati, iniziative di questo livello rappresentano un’occasione importante per promuovere il patrimonio storico, artistico e umano di Sansepolcro, inserendo la città in un racconto culturale capace di raggiungere un pubblico internazionale.
Una settimana di lavoro che lascia dunque in eredità non solo immagini e contenuti destinati al docufilm, ma anche la consapevolezza di quanto il patrimonio biturgense continui a suscitare interesse ben oltre i confini del territorio.



