Un viaggio tra arte, memoria e identità civile nel nome di Piero della Francesca e di uno dei più grandi intellettuali italiani del Novecento.
In occasione del settantesimo anniversario della morte di Piero Calamandrei, la Fondazione Piero della Francesca promuove a Sansepolcro la presentazione del volume “Un incontro con Piero della Francesca”, opera nella quale il celebre giurista, politico e scrittore racconta il suo profondo legame con la Madonna del Parto di Monterchi.
L’iniziativa si terrà venerdì 22 maggio alle ore 17 presso la Casa di Piero della Francesca, con il patrocinio del Comune di Sansepolcro e il contributo della Regione Toscana e del Ministero della Cultura.
L’appuntamento vedrà la partecipazione di ospiti di grande rilievo del panorama culturale italiano: Carlo Maria Ossola, presidente dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani e professore emerito al Collège de France, Giorgio Bonsanti, già professore ordinario nelle Università di Torino e Firenze e segretario generale emerito dell’Accademia delle Arti del Disegno, e Silvia Calamandrei, presidente della Biblioteca Archivio Piero Calamandrei di Montepulciano.
Il volume presentato è custodito all’interno della preziosa biblioteca della Fondazione Piero della Francesca, una raccolta specializzata dedicata agli studi sul maestro rinascimentale e sull’arte del Quattrocento, considerata uno dei patrimoni culturali più importanti dell’istituzione.
Nel libro, Calamandrei ricorda il suo incontro con la Madonna del Parto avvenuto nel 1938 durante una visita a Monterchi. L’affresco, custodito allora in una piccola cappella di campagna quasi dimenticata, colpì profondamente l’autore per la sua semplicità e straordinaria umanità. Durante la Seconda guerra mondiale, Calamandrei temette che l’opera potesse andare distrutta sotto i bombardamenti, salvo poi apprendere che il dipinto era stato salvato grazie alla protezione degli abitanti del paese.
Nelle sue pagine, la Madonna del Parto diventa così simbolo della sopravvivenza della cultura e della civiltà italiana nel cuore della tragedia del Novecento.
“L’evento – sottolinea la presidente della Fondazione, Francesca Chieli – vuole essere non soltanto un omaggio a Piero Calamandrei nel settantesimo anniversario della sua scomparsa, ma anche un momento di riflessione sul valore dell’arte come custode dell’identità civile, della memoria e della dignità umana”.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.



