Una serata speciale per riscoprire la storia di Anghiari, del suo borgo e di uno dei luoghi culturali più rappresentativi della Valtiberina. Sabato 23 maggio, il Museo di Palazzo Taglieschi aprirà straordinariamente le proprie porte in occasione della Notte Europea dei Musei, dando ufficialmente il via alle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del Museo delle Arti e Tradizioni Popolari dell’Alta Valle del Tevere.
Un traguardo importante che riporta indietro al 6 settembre 1975, quando il museo venne inaugurato dall’allora ministro Giovanni Spadolini, pochi mesi dopo la nascita del Ministero dei Beni Culturali. Un progetto nato grazie alla visione di Don Nilo Conti, che già nel 1959 aveva donato allo Stato l’antico palazzo rinascimentale con l’obiettivo di farne un museo capace di raccontare la storia e l’identità delle comunità valtiberine attraverso oggetti, testimonianze e tradizioni.
«A distanza di 50 anni è importante ricordare Don Nilo e quello che ha fatto – sottolinea il direttore Marco Musmeci – come forma di gratitudine verso una persona che ha dato tanto, sia in ambito religioso che civile».
Le celebrazioni partiranno proprio sabato 23 maggio con un doppio appuntamento. Per la Notte dei Musei, Palazzo Taglieschi resterà aperto eccezionalmente dalle 20 alle 23, con ingresso simbolico a 1 euro, offrendo ai visitatori la possibilità di immergersi nel fascino di uno dei musei più identitari del territorio.
Alle ore 21, sempre all’interno del palazzo e con ingresso libero, si terrà invece la conferenza dell’ingegner Armando Babbini, già funzionario della Soprintendenza di Arezzo, dal titolo “Anghiari e il suo centro storico. Evoluzione della struttura urbanistica, da castello feudale a libero Comune”.
Un viaggio nella storia urbana del borgo medievale che permetterà di comprendere meglio lo sviluppo di Anghiari attraverso il tracciato viario, le torri, le porte urbiche e i dettagli architettonici ancora oggi visibili nel centro storico. Un percorso che trova nel Palazzo Taglieschi e nelle opere custodite nel museo uno dei punti centrali della memoria storica cittadina.
La visita al museo sarà consentita durante tutto l’orario di apertura, anche se potrebbero esserci alcune limitazioni negli spazi interessati dalla conferenza.
«Entrare a Palazzo Taglieschi – ricorda ancora il direttore Musmeci – significa vivere un’esperienza che riporta il visitatore nella dimensione senza tempo del Rinascimento. Non è soltanto un luogo della cultura, ma il diario visivo di un’intera comunità».
Un’occasione preziosa, dunque, per vivere Anghiari in una veste diversa, tra arte, memoria e riscoperta delle proprie radici.










