Sessant’anni e un’amicizia che non passa mai: Alessandra e Simone, una vita insieme tra ricordi, centro storico e affetti veri

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Un caffè insieme, di prima mattina, nei luoghi dove tutto è cominciato. Come quando erano ragazzi, anzi bambini. Solo che stavolta c’era un motivo speciale da festeggiare: sessant’anni vissuti quasi in parallelo, tra amicizia, ricordi e una vita intera condivisa a pochi passi l’uno dall’altra.

È una di quelle storie vere che sanno ancora emozionare quella di Alessandra Guerrucci e Simone Santi, amici da sempre, quasi fratelli, cresciuti nel cuore di Città di Castello, tra via Cacciatori del Tevere e via del Popolo, separati da appena cento metri ma uniti da un legame rimasto intatto nel tempo.

Ieri Simone, oggi Alessandra: poche ore di distanza per spegnere le sessanta candeline e un appuntamento che non poteva mancare. Una foto insieme, proprio lì, nel centro storico che li ha visti crescere, tra la Torre Civica, la Cattedrale, Palazzo Comunale e i giardini del Cassero, luoghi che per tanti tifernati significano infanzia, giochi e spensieratezza.

Alessandra, volto conosciutissimo del Mercato Coperto, porta avanti insieme alla mamma Fiorella Flavi, per tutti “Denise”, la storica attività di norcineria diventata negli anni un piccolo punto di riferimento cittadino fatto di sapori, sorrisi e tradizione. Simone Santi, invece, ha portato il nome di Città di Castello in tutto il mondo, costruendo una carriera straordinaria come giornalista e arbitro internazionale di volley, diventando uno dei direttori di gara più riconosciuti ai massimi livelli.

Eppure, nonostante strade professionali diverse, il filo non si è mai spezzato.

Le loro famiglie si conoscevano da sempre. Da una parte i compianti Ettore Santi e Gina Volpi, storici commercianti di frutta e verdura in via del Popolo. Dall’altra Gabrio Guerrucci e Fiorella “Denise” Flavi, anima della storica norcineria che ancora oggi continua la sua tradizione.

Un’amicizia nata tra scuola, catechismo, pomeriggi insieme e giochi sulle altalene del Cassero. Poi la vita, le famiglie, gli impegni, ma sempre quel rapporto autentico rimasto lì, intatto, come certi affetti che non hanno bisogno di troppe spiegazioni.

«Quanta emozione. Che bello ritrovarsi qui per raccontare i momenti belli trascorsi insieme», si sono detti guardando quei luoghi pieni di memoria, dove ancora sembrano riecheggiare le voci di un tempo.

Perché alla fine ci sono compleanni che diventano qualcosa di più: il modo migliore per ricordarsi da dove si viene e le persone che, nonostante tutto, restano parte della propria storia.

Auguri Alessandra e Simone.

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