Grande partecipazione al sesto appuntamento della rassegna promossa dal Circolo Tifernate Accademia degli Illuminati. Dialogo con Matteo Campanelli e letture di Lucia Zappalorto.
CITTÀ DI CASTELLO – Un viaggio tra storia, memoria e mistero che ha saputo catturare l’attenzione del pubblico presente nelle sale del Circolo Tifernate Accademia degli Illuminati. Si è svolto giovedì 4 giugno il sesto appuntamento dell’edizione 2026 del “Circolo del Libro”, iniziativa promossa dal Circolo Tifernate in collaborazione con il Comune di Città di Castello – Assessorato alle Politiche Culturali.
Protagonista della serata è stato lo scrittore Lorenzo Fuligni, che ha presentato il suo ultimo romanzo “Il sacrario degli slavi”, pubblicato da Scatole Parlanti nel 2025. A dialogare con l’autore è stato Matteo Campanelli, sceneggiatore e regista, mentre le letture di alcuni brani sono state affidate a Lucia Zappalorto.
Ad aprire l’incontro è stato il vicepresidente del Circolo Tifernate, l’avvocato Pietro Paolieri, che ha portato il saluto dell’associazione ringraziando il pubblico intervenuto, l’Amministrazione comunale per la collaborazione e tutti coloro che contribuiscono alla riuscita della rassegna culturale. Un ringraziamento particolare è stato rivolto proprio a Matteo Campanelli per l’impegno profuso nella promozione delle iniziative del Circolo nel corso dell’anno.
Presenti in sala anche il presidente Gregorio Anastasi, il segretario Gabriele Tasegian, il tesoriere Giovanni Pambianco e il consigliere Marco Carbini.
A introdurre il volume è stata la curatrice della rassegna, Catia Cecchetti, che ha sottolineato come l’iniziativa continui a costruire un dialogo culturale tra i diversi comuni dell’Alta Valle del Tevere. Fuligni, infatti, vive ad Anghiari pur essendo originario di Torino, mentre il romanzo è ambientato a Sansepolcro.
La serata è stata arricchita anche da una componente artistica: Campanelli ha infatti esposto alcuni disegni realizzati appositamente ispirandosi alle atmosfere del libro, opere a matita, carboncino e acquerello che hanno fatto da suggestiva cornice all’incontro.
Un plauso è stato rivolto anche agli studenti del Liceo “Plinio il Giovane”, presenti insieme alla professoressa Federica Gildoni, e alla dirigente scolastica Marta Boriosi per la costante attenzione verso le attività culturali del territorio.
Fuligni non è nuovo agli appassionati di letteratura dell’Altotevere. Il suo romanzo d’esordio, “Il manicomio degli angeli”, pubblicato da LuoghInteriori, si classificò infatti al terzo posto al Premio Letterario “Città di Castello” 2020 nella sezione narrativa.
Particolarmente apprezzato l’intervento di Matteo Campanelli, che ha accompagnato il pubblico dentro le atmosfere del romanzo definendolo «un viaggio nella Storia e nell’animo umano». Un noir che utilizza il mistero per raccontare paure, segreti e identità nascoste, mantenendo costante la tensione narrativa e psicologica.
“Il sacrario degli slavi” è ambientato nel 1973 e segue le vicende di Toro Liberatori, giovane custode del cimitero comunale di Sansepolcro. Sullo sfondo ci sono i lavori per la realizzazione di un sacrario dedicato ai combattenti slavi che presero parte alla lotta di liberazione insieme ai partigiani italiani. Un contesto storico che si intreccia con una trama fatta di misteri irrisolti, ricordi che riaffiorano e verità sepolte dal tempo.
Le letture di Lucia Zappalorto hanno contribuito a restituire al pubblico le atmosfere del romanzo, tra suggestioni storiche e tensione narrativa, accompagnando i presenti dentro una vicenda che si sviluppa tra memoria collettiva e ricerca personale.
L’incontro si è concluso con i ringraziamenti della curatrice Catia Cecchetti e con il lancio dei prossimi appuntamenti del Circolo del Libro.
Sabato 6 giugno alle ore 18 sarà ospite Anna Lia Sabelli Fioretti con il volume “Donne in Umbria. 100 interviste al femminile”, mentre giovedì 11 giugno alle ore 21 sarà la volta di Veronica Elisa Conti che presenterà “L’albero della luce”, dialogando con il giornalista Massimo Zangarelli.

La rassegna continua così a confermarsi uno dei punti di riferimento culturali più vivaci del territorio, capace di mettere in dialogo letteratura, arte, storia e nuove generazioni.







