SAN GIUSTINO – Un viaggio tra storia, confini, economia e tradizioni per riscoprire una delle realtà più affascinanti del territorio. Sabato 27 giugno, a partire dalle ore 10, il Museo del Tabacco di San Giustino ospiterà il convegno “La Moneta della Libertà”, iniziativa inserita nel programma dedicato alla valorizzazione della storica Repubblica di Cospaia.
L’appuntamento sarà l’occasione per approfondire aspetti poco conosciuti della piccola repubblica indipendente che per quasi quattro secoli rappresentò un unicum nel panorama europeo, diventando simbolo di autonomia, libertà e sviluppo economico.
Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali del sindaco Stefano Veschi, della consigliera regionale Letizia Michelini e dell’assessora alla cultura Loretta Zazzi.
A seguire interverranno studiosi ed esperti che analizzeranno diversi aspetti della storia cospaiese. L’ingegner Giovanni Cangi parlerà delle vicende legate ai confini tra Stato Pontificio e Granducato di Toscana; la dottoressa Nadia Burzigotti approfondirà la vita quotidiana nella Repubblica di Cospaia e il patrimonio storico e architettonico del territorio.
Spazio poi alla numismatica con il contributo del dottor Roberto Ganganelli dell’Accademia Numismatica Italiana, mentre il professor Manuel Vaquero Piñeiro dell’Università degli Studi di Perugia si concentrerà sulle dinamiche economiche e commerciali dello Stato di Cospaia in età moderna.
A chiudere gli interventi sarà la ricercatrice Cristina Saccia, che ripercorrerà il legame tra Cospaia e la coltivazione del tabacco, elemento che ha segnato profondamente la storia economica e sociale dell’intera area altotiberina.
Dopo il dibattito finale, la mattinata si concluderà con il tradizionale “Aperitivo del Contrabbandiere”, un momento conviviale che richiamerà simbolicamente uno degli aspetti più caratteristici della storia cospaiese.
Un appuntamento dedicato a chi ama la storia locale e vuole conoscere più da vicino le vicende di una comunità che ancora oggi continua a suscitare curiosità e interesse ben oltre i confini della Valtiberina.





