SAN GIUSTINO – C’è chi la definisce una cooperativa sociale, chi una residenza per anziani. Ma chi la vive ogni giorno sa che Fiore Verde è soprattutto una grande famiglia. Lo hanno raccontato le parole, gli abbracci e anche qualche inevitabile momento di commozione durante la festa per i trent’anni della cooperativa, nata nel 1996 e oggi punto di riferimento per tante famiglie dell’Alta Valle del Tevere.
Alla Casa dei Girasoli di Selci Lama si è ripercorsa una storia fatta di intuizioni, sacrifici e servizi costruiti passo dopo passo, sempre seguendo un principio: mettere la persona al centro.
«È stata una visione lungimirante – ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali del Comune di San Giustino, Enzo Franchi – perché oggi più che mai c’è bisogno di strutture e servizi come questi. La popolazione invecchia e aumenta la richiesta di assistenza, ma quello che fa davvero la differenza è il modo in cui viene svolto questo lavoro».
Franchi ha voluto ringraziare operatori e volontari che ogni giorno sono accanto agli ospiti.
«Qui non si offre soltanto un servizio. Si dona tempo, ascolto e affetto. A volte basta una parola per rasserenare una persona. La Casa dei Girasoli è diventata una seconda famiglia per tanti anziani e per le loro famiglie».
Tra i protagonisti della serata anche Lorenzo Taddei, uno dei soci fondatori della cooperativa, che ha ripercorso trent’anni di attività.
«Siamo partiti cercando di dare risposte ai bisogni delle famiglie. Con il tempo quei bisogni sono cambiati e anche noi siamo cresciuti insieme al territorio».
Dai primi servizi sociali ai centri estivi, fino alle residenze per anziani, Fiore Verde ha costruito nel tempo una rete sempre più ampia.
«Le famiglie ci affidano il bene più prezioso che hanno: i loro genitori. Questo comporta una responsabilità enorme e noi cerchiamo ogni giorno di prendercene cura nel migliore dei modi. Negli ultimi anni ci siamo specializzati nell’assistenza agli anziani perché è lì che oggi c’è il bisogno più forte».
Guardando al futuro la sfida è già chiara.
«Le richieste continuano ad aumentare, soprattutto per la non autosufficienza. Per questo stiamo pensando a nuovi servizi e speriamo che tanti giovani possano entrare a far parte della cooperativa, raccogliendo il testimone di chi l’ha fatta nascere».
Tra i momenti più apprezzati anche la mostra fotografica “Geografia dell’Anima”, realizzata dalla presidente Gessica Bondi, un percorso di immagini capace di raccontare i volti, gli sguardi e le emozioni degli ospiti del Centro San Giovanni.
«Ogni ruga custodisce una storia. Ogni sguardo racconta emozioni e ricordi. Ho voluto mostrare quello che vedo ogni giorno lavorando accanto ai nostri ospiti», ha spiegato Bondi.
Tra gli scatti anche quelli dedicati alla Doll Therapy, utilizzata con le persone affette da Alzheimer. «Per loro siamo famiglia. Siamo casa, siamo la quotidianità, spesso siamo i nipoti. Ma è vero anche il contrario: loro ogni giorno insegnano qualcosa a noi e ci rendono persone migliori».
Ad arricchire la serata anche uno spazio dedicato all’arte, con le opere di Arianna Gasperini e Nazzareno Tanzi, affiancate dalla mostra fotografica Geografia dell’Anima e dai lavori realizzati da alcuni ospiti della struttura, che hanno raccolto l’apprezzamento del numeroso pubblico presente.
Moltissime persone hanno voluto prendere parte ai festeggiamenti per i trent’anni di Fiore Verde, riempiendo gli spazi della Casa dei Girasoli in una serata che ha unito ricordi, emozioni e voglia di guardare avanti. Un anniversario che ha ripercorso la storia di una cooperativa cresciuta insieme al territorio e che, ancora oggi, continua a rappresentare un punto di riferimento per tante famiglie dell’Alta Valle del Tevere. Trenta anni di lavoro, passione e attenzione verso le persone più fragili, celebrati insieme a chi, in questi anni, ha contribuito a scrivere una delle più belle pagine del volontariato e della cooperazione sociale del territorio.



