C’è anche Joseph Haydn tra i grandi protagonisti della 59ª edizione del Festival delle Nazioni. Il compositore austriaco, considerato il padre della sinfonia e del quartetto d’archi, sarà al centro di diversi appuntamenti della rassegna, che quest’anno dedica il proprio percorso alla musica di lingua tedesca.
Per quasi trent’anni Haydn fu al servizio della famiglia Esterházy, lavorando lontano dai grandi centri culturali dell’epoca. Proprio quell’isolamento, come lui stesso raccontò in seguito, lo spinse a sviluppare uno stile originale e innovativo, gettando le basi di forme musicali che avrebbero segnato la storia della musica occidentale.
Celebre anche un episodio che lo vide protagonista con la Sinfonia degli Addii: attraverso la musica riuscì a trasmettere al principe Esterházy il desiderio dei suoi orchestrali di tornare dalle proprie famiglie. Nel finale dell’opera, infatti, i musicisti abbandonano il palco uno dopo l’altro, spegnendo le candele sui leggii. Un messaggio elegante ma efficace, che convinse il principe a concedere il ritorno a casa dell’orchestra.
Il Festival delle Nazioni rende omaggio a Haydn riportando in primo piano proprio quelle forme musicali – quartetto, trio e sinfonia – che il compositore contribuì a definire e che ancora oggi rappresentano un punto di riferimento per la musica classica.
Un viaggio nella storia della musica che offrirà al pubblico l’occasione di riscoprire uno degli autori più influenti di tutti i tempi, attraverso concerti che ne valorizzano il genio creativo e l’eredità artistica.



