Dimensionamento scolastico a Città di Castello: genitori e Istituzioni a confronto nell’assemblea pubblica di martedì 10 febbraio

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Dimensionamento scolastico a Città di Castello: genitori e Istituzioni a confronto
L’assemblea pubblica di martedì 10 febbraio ha visto una partecipazione ampia e attenta di genitori, insegnanti e cittadini. L’Amministrazione Comunale ha espresso la sua contrarietà al dimensionamento e sta predisponendo un ricorso al TAR. 📚


Si è svolta ieri sera, martedì 10 febbraio, presso la Sala del
Consiglio Comunale, l’assemblea pubblica promossa dai genitori degli alunni del 1° e 2°
Circolo e della Scuola Secondaria di primo grado “Alighieri–Pascoli” sul tema del
dimensionamento scolastico, tema che ha scosso la comunità locale, portando alla
raccolta di oltre 3.200 firme. Anche ieri sera genitori, insegnanti, personale scolastico,
rappresentanti istituzionali e cittadini hanno riempito la sala consiliare, con una
partecipazione ampia e attenta.
Hanno aperto i rappresentanti dei genitori ribadendo che l’assemblea non nasce “per
dividere”, ma per informare e costruire un confronto fondato su dati e atti amministrativi,
con l’obiettivo di tutelare la qualità dell’offerta formativa e la coesione della comunità
scolastica. E sempre i genitori hanno ricostruito i principali passaggi normativi e
istituzionali che hanno portato al provvedimento di dimensionamento disposto con decreto
del commissario ad acta del 28 gennaio scorso.
È intervenuta quindi l’Assessore Letizia Guerri, che ha illustrato l’iter seguito dal Comune
nei tavoli tecnici e nella programmazione territoriale della rete scolastica. In particolare, è
stato ricordato come l’Amministrazione Comunale non solo avesse espresso formalmente
l’intento di non procedere al dimensionamento per l’a.s. 2026/2027 – come risulta anche
dall’ultima istruttoria provinciale del 22 settembre 2025 – ma che questa volontà era
manifestata già a partire dal 2023, evidenziando le criticità legate al contesto territoriale e
alla situazione logistica dell’Istituto “Alighieri–Pascoli”. L’Assessore ha inoltre informato
che il Comune ha prontamente comunicato l’impossibilità di rendere operativo il
dimensionamento disposto per indisponibilità degli spazi necessari e sta predisponendo
un ricorso al TAR contro il provvedimento ministeriale.
La professoressa Raffaella Mambrini ha poi richiamato con forza un principio centrale: “gli
studenti non sono solo numeri”. Nel suo intervento ha evidenziato come il
dimensionamento, se applicato senza una attenta valutazione del contesto, rischi di
incidere sulla continuità didattica, sui progetti educativi in essere e sulla qualità
complessiva dell’esperienza scolastica degli alunni.
Il professor Massimo Belardinelli ha aperto il suo intervento ricordando che la scuola non
può essere pura attività amministrativa e che in questa situazione viene leso il diritto
fondamentale allo studio degli alunni che dovranno iniziare la scuola secondaria di primo
grado, iscrivendosi senza conoscere né la sede né l’offerta formativa.
Belardinelli ha poi dato una lettura più ampia del tema, sottolineando che l’obiettivo del
PNRR – Missione 4, Componente 1 – attribuisce al dimensionamento un valore in termini
di riorganizzazione funzionale e miglioramento dell’efficienza del sistema scolastico.
Tuttavia, è stato osservato come la scelta attuata su Città di Castello sembri discostarsi da tali finalità, non configurando un riordino coerente con una reale verticalizzazione
equilibrata né con un’ottimizzazione organizzativa sostenibile per il territorio.
È intervenuto anche il dirigente scolastico dell’Alighieri–Pascoli, Prof. Filippo Pettinari, che
ha illustrato le difficoltà operative legate all’attuazione del provvedimento. In particolare, ha
evidenziato la criticità della mancata disponibilità della sede dell’Alighieri-Pascoli in via
della Tina, e che già oggi comporta la concentrazione degli alunni presso l’attuale sede di
via Collodi, situazione di emergenza e ormai satura e con carenza di spazi fondamentali
alla didattica e all’apprendimento. Sono state inoltre richiamate le conseguenze sulla
redistribuzione degli studenti tra le future articolazioni scolastiche e il rischio di perdita o
ridimensionamento di progettualità educative attualmente attive, evidenziando le criticità di
disgregare un collegio docenti unito, coeso, e formato per specifici progettualità.
Ampio spazio è stato quindi dedicato agli interventi del pubblico. Diversi genitori,
insegnanti e rappresentanti istituzionali hanno espresso preoccupazione per un atto
percepito come ingiusto e non condiviso con il territorio. È stato sottolineato come in
questa fase sia fondamentale mantenere unità istituzionale e coesione della comunità
locale nel chiedere maggiore trasparenza e confronto rispetto a una decisione ritenuta non
adeguata né concertata con il Comune.
L’assemblea si è conclusa con l’impegno, da parte dei genitori promotori, a proseguire nel
monitoraggio dell’attuazione del piano e continuare con la richiesta di un confronto diretto
con l’ex commissario ad acta. L’obiettivo dichiarato resta quello di tutelare la qualità della
scuola e di costruire, attraverso il dialogo istituzionale e la partecipazione.

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