Un secolo di libri, relazioni e vita cittadina. La Libreria Paci “La Tifernate” festeggia i suoi primi cento anni con un ricco calendario di iniziative che coinvolgeranno l’intera comunità di Città di Castello.
Era il primo giugno 1926 quando il ventiduenne Giuseppe Paci rilevò la Cartoleria Valori in piazza Matteotti, trasformandola negli anni in una realtà commerciale ed editoriale destinata a diventare punto di riferimento culturale per la città. Dal 1964, alla morte del fondatore, i figli Marco ed Ettore – insieme alla madre e alla sorella Tea – portarono avanti l’attività, accompagnando la crescita del negozio e adattandolo ai cambiamenti storici e del settore. Oggi è la terza generazione, con Isabella, Riccardo, Ciro ed Enrico, a custodire e rinnovare questa eredità.
«Abbiamo concepito questo centenario come una festa da condividere con la città», racconta la famiglia Paci, «per ringraziare tutte le persone che hanno reso possibile una vita così lunga».
Un ruolo centrale lo riveste l’Archivio storico della libreria, dichiarato di particolare interesse nel 2016 dalla Soprintendenza archivistica per l’Umbria. Dal 2023 l’archivio è entrato nel circuito MUA (Musei Alto Tevere) e nei luoghi culturali della Regione; nel 2025 è stato completamente digitalizzato grazie a un progetto della Direzione generale Archivi del Ministero della Cultura.
Il programma del centenario, al via da giugno, prevede mostre fotografiche ed editoriali, esposizioni dedicate alle illustrazioni delle edizioni Paci, conferenze-spettacolo come “Storie di libri” e “Un secolo in piazza”, podcast, proiezioni video, laboratori scolastici, incontri con autori e serate musicali. Le iniziative sono realizzate in collaborazione con associazioni culturali, scuole e con il supporto dell’Ufficio Cultura del Comune.
Anteprima delle celebrazioni sarà la mostra “Ore 25:05”, dedicata alle immagini del libro di Guy Billout e Bernard Friot, in programma dal 28 febbraio.
«Un evento che segna la storia della nostra città sotto ogni profilo», ha dichiarato l’assessore alla cultura Michela Botteghi, «legando intere generazioni alla famiglia Paci e ai loro libri».
Cent’anni dopo, la Libreria Paci resta così non solo un negozio, ma un presidio culturale capace di raccontare la memoria e l’identità di un’intera comunità.



