Città di Castello, approvato il piano per gli impianti di telecomunicazione

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Il consiglio Comunale di Città di Castello ha approvato l’aggiornamento del Piano per la localizzazione degli impianti di tele-radio comunicazione e il relativo regolamento con i 15 voti favorevoli di PD, PSI, Lista Civica Luca Secondi Sindaco, Castello Cambia, Gruppo Misto-Azione e l’astensione di FDI, Castello Civica, FI, Lista Civica Marinelli Sindaco e Unione Civica Tiferno. Nei prossimi giorni tutti gli atti e gli elaborati del piano e il regolamento verranno pubblicati nel portale istituzionale del Comune e saranno a disposizione della consultazione da parte dei cittadini. Dopo l’esame della competente commissione consiliare, in aula il vice sindaco con delega all’Urbanistica Giuseppe Stefano Bernicchi ha illustrato insieme ai tecnici degli uffici comunali competenti, la dirigente del settore Assetto del territorio Edilizia Ambiente Marcella Mariani e la responsabile dell’ufficio Salvaguardia mbientale Lucia Bonucci, sia le tavole cartografiche del piano, che il contenuto del regolamento. Bernicchi ha spiegato che il lavoro condotto con la consulenza della società Leganet di Roma ha permesso di aggiornare il censimento degli impianti installati e di effettuare una ricognizione delle aree sensibili per l’adozione delle azioni finalizzate all’attenuazione dell’esposizione della popolazione all’inquinamento elettromagnetico, con la selezione di alcuni luoghi di proprietà comunale per nuove installazioni, in base alle esigenze dei gestori. La scelta primaria, è stato spiegato ai consiglieri comunali, è stata quella di tenere gli impianti radio-base “lontani da abitazioni, scuole, servizi di assistenza sanitaria in modo da tutelare i cittadini”, promuovendo “collocazioni che consentano la massima salvaguardia sanitaria e ambientale”. “Per la tutela della salute dei nostri cittadini, l’attività che l’amministrazione comunale baserà sul nuovo regolamento – ha puntualizzato Bernicchi facendo riferimento in particolare all’articolo 9 – mira anche ad effettuare controlli e contro-verifiche, da richiedere ad Arpa, sui livelli di esposizione già dichiarati dai gestori in sede progettuale a proposito degli impianti radio-base installati sul territorio comunale. Una istanza che può essere avanzata anche da privati cittadini tramite apposita domanda da trasmettere al Comune”. Il vice sindaco ha, inoltre, precisato, che “il regolamento avrà una durata a tempo indeterminato: verrà, cioè, aggiornato soltanto se nel frattempo cambieranno le normative di settore e allora torneremo di nuovo in consiglio comunale. Il piano, invece, avrà una vigenza triennale e, trattandosi della necessità di un semplice aggiornamento degli elaborati tecnici, verrà soltanto riportato in giunta per una nuova approvazione”. La capogruppo di Castello Cambia Emanuela Arcaleni ha definito la regolamentazione comunale “uno strumento importante per cercare di tutelare i cittadini”, sottolineando positivamente l’individuazione di aree sensibili e distanze, ma anche di “proprietà pubbliche da mettere a disposizione dei gestori come alternative a luoghi che possano presentare criticità”. “E’ molto importante che il Comune possa attivare controlli anche su segnalazione dei cittadini, ai quali va data questa consapevolezza”, ha evidenziato la rappresentante della minoranza, che ha chiesto conto di eventuali monitoraggi già eseguiti, invitando l’amministrazione ad attivarsi nel caso con Arpa “per valutare anche un aspetto rilevante come i possibili effetti della sommatoria delle emissioni di impianti concentrati in certe aree”. A chiedere alcune specifiche tecniche sulla documentazione, in particolare sulle informazioni riguardanti il registro degli impianti di telefonia mobile, è stata la capogruppo di FDI Elda Rossi, che ha concordato sull’importanza della regolamentazione adottata dal Comune “come contributo alla conoscenza, al controllo, alla pianificazione e alla tutela del territorio”. La consigliera si è soffermata sulle deroghe di legge previste dal regolamento ai limiti per le installazioni in luoghi sensibili, in caso di mancanza di alternative. “Per noi è un aspetto non indifferente, pensando ad esempio alle scuole”, ha osservato la consigliera, concordando sulla necessità di porre attenzione agli effetti delle emissioni cumulative in certe aree. “Crediamo sia importante – ha detto Rossi – che il nostro Comune, in un qualche modo, preveda un sistema di monitoraggio strutturato sulle emissioni, come magari avviene in altri comuni”. Il capogruppo di Castello Civica Andrea Lignani Marchesani ha invitato alla concretezza: “L’unica cosa di cui dobbiamo prendere atto è che c’è un definitivo superamento dell’approccio ideologico su queste questioni, per fare strada a un approccio, purtroppo in alcuni casi, pragmatico, che prende atto cioè del fatto che la disciplina di cui ci siamo dotati è una fonte di basso livello di regolamentazione, tale cioè da poter essere bypassata da fonti di livello superiore. Questo regolamento, quindi, lascia il tempo che trova, nel senso che poi alla fine anche queste aree sensibili possono andare in deroga, come vuole il Governo o come vuole chi sta ancora più sopra il Governo: le comunicazioni sono una parte delle guerre del futuro e non si guarderà in faccia a nessuno”. “Oggi – ha proseguito il consigliere – siamo di fronte a tipi di teleradiocomunicazioni sulle quali il Comune non ha alcuna competenza, come gli impianti lungo la ferrovia, ma che sfuggono anche alla possibilità di una regolamentazione, se pensiamo che una tecnologia come il 6G addirittura si possa avvalere della trasmissione satellitare. Il consigliere del PD Domenico Duranti ha preso la parola, infine, per esprimere la necessità di comprendere la differenza e la distanza tra quello che viene definito dalla pianificazione del Comune e ciò che invece i gestori stabiliscono con la propria programmazione.

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