Le risposte dell’assessore all’ambiente alle mie domande sulle motivazioni della sostituzione dei cestini per la raccolta differenziata in centro storico aprono più dubbi di quanti ne sciolgano.
Dire che “La sostituzione dei cestini per i rifiuti nel centro storico di Città di Castello è stata eseguita da Sogepu nell’ambito della gestione ordinaria del servizio e non ha comportato alcun costo aggiuntivo” fa sorgere spontanea la domanda su quanti cestini abbia in magazzino Sogepu, se può permettersi di sostituirne 30 senza acquistarli. E non solo.
Negare che ci sia stato un “costo aggiuntivo” è surreale: il costo c’è stato eccome, sostenuto da SOGEPU evidentemente in altri momenti…ma quando? Quando qualcuno è stato così previdente da rifornire preventivamente il magazzino di chissà quanti cestini, per chissà quante sostituzioni?
Ma di che numeri si parla? Quanti ordini sono stati fatti negli scorsi anni, con quale spesa e, soprattutto, perchè?
Se la fornitura risale al 2019, come affermato dalla risposta in Consiglio, al (non modico) costo di 510€ al pezzo, quanto ha speso SOGEPU, che come sappiamo da tempo naviga in acque non tranquille, con accumulo di debiti milionari e in carenza, spesso, di liquidità?
Ma è questa una programmazione efficiente?!
Per avere questi e altri doverosi chiarimenti non resta che chiedere la convocazione di una nuova Commissione Controllo e Garanzia, perchè far sapere come sono stati amministrati i soldi dei cittadini è doveroso.
Se siano o meno gli stessi cestini implicati nei procedimenti giudiziari , conclusisi ormai per il proprietario della ditta fornitrice con il patteggiamento di un anno di pena, ci riguarda, ma fino ad un certo punto, perchè sulle responsabilità penali decide solo la magistratura.
Quello che riguarda gli amministratori pubblici sono gli eventuali sprechi di denaro nel produrre i servizi, che al cittadino costano parecchio, come, in questo caso, la TARI.
Pagare due volte per uno stesso servizio non è sinonimo di efficienza; far ricadere la colpa della sostituzione sui cittadini che “non differenziano”, appare uno scaricabarile perchè poteva essere assolutamente prevedibile un tale esito al momento della spesa iniziale, come poteva essere previsto, e non lo è stato, il “difficoltoso lavoro dell’operatore addetto alla raccolta” .
Su costi, disservizi ed eventuali sprechi gli amministratori comunali dovrebbero vigilare, soprattutto se riguardano una partecipata pubblica.



