Lo schiacciatore dell’Altotevere, premiato per le 100 presenze in biancazzurro, è stato anche l’Mvp del match. La nuova sfida con Belluno lo stimola: “Potrebbe essere l’occasione buona per noi”
Prima della gara, la targa per le 100 presenze con la maglia biancazzurra (che sono per lui altrettante anche nel campionato di Serie A3 Credem Banca), poi la vittoria sul campo e l’omaggio quale Mvp del match, consegnatogli da una campionessa speciale: Veronica Fiori del Centro Judo Ginnastica Tifernate, già vincitrice di due medaglie d’argento e di una di bronzo agli European Championship Dsigo di ginnastica artistica a Istanbul e ora intenta a preparare i Down Syndrome World Championship che si terranno in Bulgaria dal 13 al 19 giugno. Viene da dire che quella di sabato scorso sia stata la serata perfetta di Niccolò Cappelletti, veterano della ErmGroup Altotevere alla pari di Augusto Quarta, pure lui premiato dalla società per il raggiungimento di quota 100. Lo schiacciatore perugino, che compirà 30 anni il prossimo ottobre, è stato determinante nei frangenti delicati della partita di ritorno dei quarti di finale dei play-off risolta per 3-0 dalla formazione di coach Bartolini sulla Sarlux Sarroch. Per lui, 10 punti comprensivi di 2 ace e 2 muri, ma in particolare un eccellente 72% in ricezione, con il 40% di perfezione, sui 25 palloni che gli sono arrivati. Adoperando una battuta, verrebbe da dire a Cappelletti se si fosse portato dietro una piccola valigia nella quale riporre quanto gli è stato dato. E lui sorride: “Credo che il vero regalo sia stato quello che abbiamo fatto a noi e ai nostri tifosi – dichiara Cappelletti – con il risultato che ci ha spalancato le porte della semifinale. Una vittoria maturata al termine di una bella sfida; una vittoria di squadra, sentita e voluta. C’erano gli ingredienti giusti per fare bene”. Sotto certi aspetti, è stata la migliore ErmGroup della stagione: “A livello di lucidità e testa, ma anche tecnico, abbiamo fornito una prestazione di carattere in una fase decisiva dell’annata: siamo stati freddi quando le cose non stavano andando bene e abbiamo interpretato la partita come se fosse una finale. Non era facile ribaltare la situazione”. Certamente, nello spostamento degli equilibri molto ha inciso l’esito del primo set, vinto in rimonta ai vantaggi con una dinamica dei fatti che ha trasmesso grande fiducia. “E’ vero, l’essersi aggiudicati la frazione iniziale dopo aver subito un recupero, essere andati sotto e averla ugualmente spuntata – conferma Cappelletti – ha costituito la migliore iniezione per il morale. Siamo andati in fuga anche nel secondo set, ci hanno di nuovo raggiunti, ma poi credo che quel nostro break finale a suon di muri abbia fatto reagire male Sarroch, che comunque ha provato a rialzarsi anche nel terzo set e ha lottato fino all’ultimo. Chi gioca da attaccante, come il sottoscritto, sa benissimo cosa significhi subire un muro”. Sui riconoscimenti dei quali si è fregiato, il “Cappe” si limita a riconoscere l’aspetto di fondo: “A parte la combinazione di eventi, dietro c’è un percorso che ha portato me e gli altri a goderci queste soddisfazioni e a giocarci l’opportunità di fare meglio dello scorso anno”. Chiusura doverosa sulla squadra avversaria, fin troppo conosciuta per i dispiaceri che riserva sempre alla ErmGroup. “La ruota gira e sarebbe davvero bello che arrivasse il nostro turno anche contro Belluno. L’occasione è senza dubbio quella buona per tentare di sovvertire la cabala – conclude Cappelletti – e cercheremo allora di dare filo da torcere a una compagine che rimane comunque molto forte e ostica da domare”.



