Città di Castello diventa “Città del Tartufo”: nuovi cartelli agli ingressi della città

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Città di Castello, “città del tartufo” ora è così anche nei cartelli stradali, sette, collocati in diversi punti di ingresso del capoluogo altotiberino. Sotto la scritta di indicazione della città sono stati installati dalle squadre operative del comune in collaborazione con la polizia locale, cartelli rettangolari di colore marrone con la chiara connotazione del re del bosco.
 
Città di Castello, “città del tartufo” ora è così anche nei cartelli stradali, sette, installati in diversi punti di ingresso del capoluogo altotiberino. Lungo la strada cortonese in direzione da San Secondo verso il centro città, e poi nella strada “Apecchiese” all’altezza innesto con Via delle Scienziate, in Via Rosa Luxembourg, ed ancora in Via della Bastiglia ingresso superstrada E45, e poi in Via Aretina, Viale Romagna e Garavelle strada treBis, sotto la scritta di indicazione della città sono stati collocati dalle squadre operative del comune in collaborazione con la polizia locale, cartelli rettangolari di colore marrone con la chiara connotazione del re del bosco, il tartufo bianco e nero che da queste parti cresce profumato in tutte le stagioni ed approda sui piatti prelibati per la gioia ed il piacere dei buongustai. Una operazione di toponomastica del “gusto” che non è certo passata inosservata e proietta sempre di più la città del maestro Alberto Burri e di Monica Bellucci (che non ha mai fatto mistero di adorare il prelibato tartufo) fra le capitali nazionali del settore in grado di annoverare numeri record di cavatori, oltre 1500 (seconda in Italia dopo Forlì), cani campioni del fiuto, più di tremila ed una rassegna il Salone Nazionale del Bianco pregiato che si appresta a tagliare il traguardo delle 50 edizioni. “Identità e visione: tartufo come racconto di comunità, come perno di sviluppo economico e turistico di un territorio, come tradizione che si innova attraverso e grazie la cerca e cavatura patrimonio immateriale dell’umanità riconosciuto dall’Unesco capace di generare coesione sociale, l’esistenza concreta di un’intera filiera e di un Salone Nazionale che quest’anno tornerà con importanti novità. I cartelli apposti in prossimità dei principali ingressi alla città – ha dichiarato l’assessore al Turismo e Commercio, Letizia Guerri – raccontano tutto questo, la consapevolezza identitaria e la chiara visione su quanto il patrimonio legato al mondo del tartufo possa divenire centrale nello sviluppo turistico del nostro territorio, nell’adesione del Comune di Città di Castello all’Associazione Nazionale “Le città’ del Tartufo” come componente del direttivo nazionale e coordinatore per la regione Umbria”. Per il il presidente dell’Ente Fiera Nazionale Bianco Pregiato, Lazzaro Bogliari, si tratta di un’ottima iniziativa, come in altre importanti citta’ del tartufo. Una eccellenza che si somma alle tante del comune e del territorio e che ora un cartello ricorda a tutti gli  umbri e a coloro  che vengono da fuori regione. Nei nostri concittadini credo che tutto ciò crei ulteriore orgoglio nel leggere il messaggio. Da qui abbinare poi tutta l’arte e le eccellenze  che ci circondano il passo e’ breve. Per l’associazione del bianco pregiato uno stimolo in piu per programmare le iniziative future”, ha concluso Bogliari. I cartelli che identificano Città di Castello come Città del Tartufo – ha sottolineato Andrea Canuti, presidente dell’associazione tartufai altotevere – non sono semplicemente un elemento di arredo urbano, ma rappresentano un riconoscimento profondo della nostra identità. Parliamo di un territorio che, da secoli, vive in simbiosi con il tartufo. Qui la raccolta non è solo un’attività, ma una vera e propria cultura tramandata di generazione in generazione. Non a caso, Città di Castello è oggi la seconda città in Italia per numero di raccoglitori: un dato che testimonia quanto questa tradizione sia radicata e viva. Come Presidente dell’Associazione Tartufai, realtà che da oltre 40 anni tutela e valorizza questo patrimonio, vedo in questi cartelli un simbolo importante: è come appuntare una medaglia sul petto della nostra comunità. Un segno di orgoglio, ma anche di responsabilità. I cartelli, quindi, non parlano solo ai cittadini, ma a chiunque arrivi qui: raccontano una storia, la nostra storia. E ci ricordano ogni giorno chi siamo”, ha concluso Canuti.

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