Centrosinistra tifernate, “senza un tavolo vero si finisce sui giornali”
Riccardo Nicosanti, coordinatore di AVS a Città di Castello, non usa giri di parole. Il suo giudizio sulla fase del centrosinistra è netto: “siamo in ritardo”. Ma il punto, per lui, non è solo il tempo: è il metodo.
Nicosanti, partiamo da qui: davvero siete in ritardo?
“Sì, senza dubbio. Questo percorso doveva partire prima. La politica è l’arte di risolvere le cose insieme, ma per farlo servono tempi e luoghi adeguati. Oggi questi spazi mancano.”
L’intervista di Tommaso Massimilla ha riaperto il confronto. Che lettura ne dà?
“Ha avuto il merito di mettere temi veri sul tavolo. E su una cosa sono d’accordo: se si costruisce un accordo, deve essere sui contenuti. Il problema è tutto il resto: dichiarazioni incrociate, veti, posizioni personali. Così si perde il baricentro.”
Sta dicendo che il confronto è fuori controllo?
“Sto dicendo che senza un perimetro politico-programmatico chiaro, il confronto deraglia. O si resta dentro quella logica oppure no. E oggi il rischio è evidente.”
Pesano anche le parole di Emanuele Arcaleni, critiche verso il sindaco Luca Secondi.
“Il dissenso non è un problema. Il problema è non avere un luogo dove gestirlo. Se non esistono incontri ufficiali, è normale che il confronto finisca sui giornali. Ma quella non è politica: è un surrogato.”
Quindi serve un tavolo?
“Serve un tavolo vero. Continuativo, riconosciuto da tutti. Non riunioni sporadiche o contatti informali. Senza quello, ogni posizione diventa una bandierina.”
Passiamo ai temi. Sui rifiuti lei è stato chiaro: no scorciatoie.
“L’inceneritore è l’ultima fase. Prima c’è tutta la filiera: riduzione, raccolta, riciclo. È lì che bisogna intervenire. Se saltiamo questi passaggi, discutiamo solo dell’ultimo pezzo del problema.”
Ha richiamato anche il rapporto con Perugia.
“Città di Castello è stata generosa negli anni. Ora serve reciprocità. Non possiamo essere sempre quelli che si fanno carico di tutto.”
Il nodo politico resta la possibile ricandidatura di Luca Secondi. Siete ancora in tempo?
“Siamo in tempo solo se c’è la volontà di mettersi davvero in discussione. Altrimenti no.”
Cosa significa concretamente?
“Significa evitare il tatticismo. Quella logica per cui si rimanda, si prende tempo, si logora tutto. Alla fine si arriva alle elezioni sfibrati.”
Lei ha detto: ‘per me è già tardi’. È un giudizio definitivo?
“È un giudizio politico. Questo percorso doveva iniziare mesi fa. Ora si può recuperare, ma serve uno scatto vero. Non basta dichiararlo.”
Meglio uno scontro interno, quindi?
“Meglio uno scontro vero, anche duro, che una finta unità. Se lo scontro porta a una sintesi chiara, rafforza. Se si evita, si arriva deboli.”
Nel frattempo AVS organizza un’iniziativa sulla scuola con la deputata Elisabetta Piccolotti. È un segnale?
“È il metodo che rivendichiamo: partire dai temi, non dai nomi. Se costruisci contenuti solidi, le scelte politiche diventano conseguenti.”
In conclusione: qual è il rischio oggi per il centrosinistra tifernate?
“Di arrivare alle elezioni già consumato dalle proprie divisioni. Il tempo c’è ancora, ma non è infinito. Serve una svolta rapida, altrimenti il prezzo sarà politico e pesante.”



