Biagini: “Sanità pubblica più forte e servizi territoriali al centro”

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Dal convegno regionale di Perugia l’appello a investire sugli ospedali di confine, ridurre il peso del privato e finanziare progetti di inclusione per le persone con disabilità

Rafforzare la sanità pubblica, ridurre le disuguaglianze territoriali e investire sui servizi di prossimità. È questa la linea indicata da Christian Biagini, intervenuto al convegno regionale promosso da “Umbria per la Sanità Pubblica”, in vista della definizione del nuovo Piano socio-sanitario regionale.

Al centro del suo intervento, l’attenzione agli ospedali situati nelle aree di confine, a partire da quello di Città di Castello. Una struttura che, ha sottolineato, ha recentemente ottenuto riconoscimenti a livello nazionale per l’elevata qualità delle cure e che negli ultimi anni si è dotata di tecnologie avanzate, diventando punto di riferimento non solo per il territorio altotiberino ma anche per cittadini provenienti dalle regioni limitrofe.

Accanto ai punti di forza, però, emergono criticità non trascurabili. “Negli ultimi anni – ha evidenziato – si sono perse alcune eccellenze nelle competenze mediche, mentre cresce la presenza delle strutture private, sempre più competitive sia sul piano tecnologico che su quello professionale”. Un contesto che, secondo Biagini, rischia di indebolire il sistema pubblico se non accompagnato da scelte strategiche chiare.

Da qui la proposta: investire con decisione sulla sanità pubblica, rafforzandola con personale qualificato e tecnologie adeguate, e allo stesso tempo contenere il trasferimento di risorse verso il privato. Fondamentale, inoltre, il potenziamento dei servizi territoriali e delle Case di comunità, con un ruolo centrale affidato ai medici di medicina generale e ai distretti, chiamati a gestire in modo più efficiente le liste d’attesa.

Tra i nodi da sciogliere, anche quello della rete informatica sanitaria, che secondo Biagini necessita di una revisione profonda per evitare inefficienze e spostamenti inutili dei pazienti all’interno della regione. “Serve un sistema integrato e funzionale, capace di semplificare davvero l’accesso alle cure”, ha aggiunto, richiamando anche l’importanza di un dialogo costante con le associazioni dei pazienti.

Non meno rilevante il tema dei servizi socio-sanitari. L’intervento ha posto l’accento sulla necessità di rilanciare consultori e servizi di salute mentale, soprattutto per intercettare e prevenire il disagio nelle fasce più giovani della popolazione. Parallelamente, Biagini ha ribadito l’urgenza di una reale integrazione tra sociale e sanitario.

Un passaggio chiave riguarda infine la disabilità. “Il nuovo Piano – ha concluso – dovrà prevedere risorse specifiche per sostenere percorsi di inclusione e progetti di vita personalizzati, costruiti a partire dai bisogni reali individuati nei tavoli territoriali”. Un modello già in fase di sperimentazione a Città di Castello, dove servizi sociali, istituzioni, associazioni e terzo settore stanno lavorando insieme per sviluppare interventi multidimensionali.

Una sfida complessa, ma decisiva per il futuro della sanità umbra.

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