Un aumento del 18,93% delle rette per il mantenimento all’interno di strutture ad hoc per minori in stato di disagio. Una retta che già oggi fluttua tra i 100 e i 150 euro a seconda delle varie tipologie e che da solo pone seri interrogativi su come sia più indicata la strada del mantenimento all’interno del nucleo familiare del minore in difficoltà. Non è ovviamente solo un freddo conto economico ma anche la filiera di un sistema che vede prosperare cooperative ed istituti su minori sottratti agli affetti familiari con assistenti sociali del Comune che decidono su cosa sia bene e cosa no per un minore a loro estraneo per vita ed affetti. Non si tratta ovviamente di una critica ma la registrazione di una situazione onerosa e che crea più ferite di quanto ne rimargini. Bene ha fatto al Regione Piemonte a prevedere nel 2022 una Legge che incentiva e salvaguarda la presenza della famiglia con appositi incentivi riducendo al minimo gli allontanamenti. L’interrogazione che segue presentata in data odierna chiede gli oneri cui sarà sottoposto il Comune tifernate per questi aumenti e chiede conto di quanti siano i minori in carico all’Amministrazione stessa e quali siano le cooperative o gli enti che li gestiscono riscuotendo la retta.
IL TESTO INTEGRALE DELL’INTERROGAZIONE
Andrea Lignani Marchesani
Consigliere comunale
Al Signor Sindaco di Città di Castello
Oggetto: interrogazione (incidenza sul bilancio comunale di aumento rette Comunità per minori)
Il sottoscritto Consigliere comunale,
PREMESSO
che la Regione dell’Umbria ha stabilito di aumentare del 18,93% le rette giornaliere per minori a carico di apposite strutture tese al loro recupero ed inserimento sociale, educativo e psicologico
che dette rette sono già oggi assolutamente onerose e variano tra i 120 e 150 euro giornalieri
che detto aumento inciderà sul bilancio comunale tifernate
che la filosofia dell’affidamento in Comunità dovrebbe essere l’ultima ratio di un percorso e dovrebbe essere privilegiato il mantenimento del minore all’interno del proprio nucleo familiare
che detta contingenza onerosa potrebbe essere l’occasione di ripensare la normativa regionale sulla scorta della Legge regionale del Piemonte n.17/22 denominata “allontanamenti zero” tesa a privilegiare al massimo il mantenimento del minore in stato di disagio all’interno del nucleo familiare
che con una cifra inferiore del costo giornaliero in struttura si potrebbe aiutare la famiglia d’origine a uscire o migliorare lo stato di disagio
INTERROGA LA S.V.
a) su quanti minori siano attualmente affidati a strutture protette fuori dalla famiglia a carico del Comune di Città di Castello
b) quante e quali siano gli enti o le cooperative che interagiscono con il Comune di Città di Castello per prendersi in carico il minore sottraendolo alla famiglia
c) su quanto possa essere stimato l’onere aggiuntivo per il bilancio comunale determinato dall’aumento delle rette stabilito dalla Regione
d) sulla necessità di sottoporre da parte dell’Amministrazione comunale alla Regione dell’Umbria la stesura di una nuova Legge regionale in materia che privilegi al massimo il mantenimento in famiglia dei minori in stato di disagio
Città di Castello, 30 aprile 2026
Il Consigliere interrogante
Andrea Lignani Marchesani



