Nelle giornate dal 5 al 6 dicembre 2025, presso la sala del consiglio comunale di Città di Castello, si terrà la scuola di formazione nazionale della Federazione dei Giovani Socialisti. Tra ospiti locali e non, afferenti sia al mondo della politica che della società civile, l’evento, aperto anche alla cittadinanza, guiderà i suoi giovani tesserati nell’esplorazione del rapporto che lega la politica a cruciali ambiti della contemporaneità, come l’economia e la cultura.
Il primo panel, previsto per venerdì 5 dicembre alle ore 17, sarà a tema socialismo municipale, ed ospiterà esponenti del mondo socialista cittadino e non. Nella mattinata di sabato, verrà sondato il rapporto che lega la politica alla cultura, con un occhio aperto al mondo del crescente settore delle università telematiche. Nel pomeriggio, si rifletterà sul ruolo del riformismo, per poi concludere con un panel sulle necessità del tessuto economico italiano. La giornata di domenica mattina sarà dedicata ad una sintesi e ad un dibattito relativo alle tre giornate precedenti.
Umbertide ha ufficialmente acceso la magia del Natale. Nel pomeriggio di domenica 30 novembre, infatti, il capoluogo e tutte le frazioni si sono illuminate contemporaneamente grazie alle luminarie natalizie, rese possibili dal contributo di commercianti, artigiani e cittadini. Un risultato che testimonia una partecipazione davvero straordinaria: ben 176 commercianti, coordinati dall’associazione Vivi Umbertide, hanno aderito all’iniziativa, permettendo l’installazione delle luminarie non solo nel centro cittadino ma anche in tutte le frazioni. Un progetto collettivo che ha coinvolto in modo significativo anche la cittadinanza: tantissimi umbertidesi, infatti, hanno scelto di sostenere l’allestimento acquistando i biglietti della lotteria promossa proprio da Vivi Umbertide, contribuendo così a illuminare il periodo più magico dell’anno.
“Grazie a Emiliano Bernardi, presidente dell’associazione Vivi Umbertide, per aver permesso per la prima volta di accendere le luminarie in tutta la città e nelle frazioni – ha affermato il vicesindaco Annalisa Mierla –. Grazie anche a tutte le Proloco e associazioni che sono riuscite ad illuminare quasi tutte le frazioni. Per la prima volta inoltre anche tutti i cittadini umbertidesi hanno contribuito ad illuminare Umbertide attraverso l’acquisto dei biglietti della lotteria dedicata. La luce è vita, è la parte più importante del Natale, periodo che dà grande respiro ai commercianti”.
Il presidente dell’associazione Vivi Umbertide, Emiliano Bernardi, ha aggiunto: “Siamo orgogliosi di essere riusciti, insieme ai nostri commercianti e artigiani e ai tanti cittadini che ci hanno sostenuto, a portare le luminarie non solo nel centro ma anche in tutte le frazioni. È un risultato storico, frutto di un grande lavoro di squadra e di un forte senso di comunità. Ringraziamo l’Amministrazione comunale per il supporto e tutti coloro che hanno contribuito acquistando i biglietti della lotteria: questa luce è davvero di tutti”.
Subito dopo l’accensione delle luminarie, ha preso il via uno degli appuntamenti più attesi del Natale umbertidese, definito dal vicesindaco “un’icona del Natale umbertidese, un evento unico nel suo genere”: l’inaugurazione della mostra “Presepe d’autore”, allestita in via Garibaldi e curata da Franca Fodaroni, giunta quest’anno alla sesta edizione. Al taglio del nastro erano presenti, per l’Amministrazione comunale, il vicesindaco Annalisa Mierla, gli assessori Francesco Cenciarini, Lorenzo Cavedon e Lara Goracci, il presidente del Consiglio comunale Giovanna Monni, il consigliere provinciale Giovanni Dominici e il consigliere comunale Alessio Ferranti, insieme a Franca Fodaroni, ai commercianti e soprattutto agli artisti. Quest’anno l’edizione registra numeri davvero importanti: 61 artisti, provenienti da ogni parte dell’Umbria, d’Italia e persino dall’estero, hanno scelto di esporre le loro opere, interpretando in modo personale e creativo il tema dell’angelo e del Natale. Una partecipazione ampia, variegata e in crescita, che vede anche per la prima volta la presenza di una bambina di appena undici anni, simbolo di una tradizione che si rinnova e guarda al futuro. Per tutto il periodo natalizio e fino alla fine di gennaio, via Garibaldi si trasformerà così in una grande galleria a cielo aperto, visitabile in qualsiasi momento, dove i cittadini potranno ammirare queste opere artistiche che arricchiscono e colorano il centro storico.
“Il Presepe d’Autore è un patrimonio prezioso per la nostra comunità – ha dichiarato il vicesindaco Annalisa Mierla -, un evento che ogni anno cresce grazie alla passione instancabile di Franca Fodaroni e alla disponibilità degli artisti, dei commercianti, dei collaboratori, dei proprietari dei palazzi storici di via Garibaldi e di tutti coloro che, a vario titolo, contribuiscono a rendere possibile questa straordinaria esposizione a cielo aperto. Li ringrazio uno ad uno, perché con il loro impegno permettono a Umbertide di vivere un Natale ricco di arte, tradizione e bellezza. Questo è un esempio luminoso di come la collaborazione possa trasformare un luogo e renderlo speciale per tutta la città”.
“Ogni anno è una sorpresa, perché non sai mai quanti partecipanti ci saranno – ha aggiunto Franca Fodaroni-. E forse è proprio questa la carica che muove tutto, è straordinario il fatto che mi cercano pittori anche molto giovani e si mettono in gioco affrontando il giudizio della gente e io li definisco ‘capitani coraggiosi’. Ciò sta a significare che la storia durerà. Ho sempre ammirato la popolazione umbertidese, e non, che ha rispettato questo evento, e dico a tutti grazie di cuore. Questa mia iniziativa ha avuto anche la fortuna di nascere sotto l’egida di un’amministrazione sensibile e lungimirante alla quale devo molto. Sono anche da ringraziare i proprietari dei palazzi storici di via Garibaldi che ci hanno concesso il permesso di abbellire le loro facciate. Un plauso particolare a chi nell’ombra mi aiuta ad allestire, Massimo Bifolchi e Marcello Caracchini”.
AREZZO – Grande successo, alla Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Arezzo, per il vernissage dell’antologica “Lirismo indifeso” di Franco Onali, a cura di Jacopo Bucciantini, che si è svolto sabato 29 novembre 2025. Accanto alle opere, il pubblico ha potuto ammirare la videoart “Le bagnanti di Franco Onali” e un breve documentario dedicato al “making of” della mostra.
Per tutto il weekend i visitatori hanno “popolato” le sale espositive, ripercorrendo, attraverso dipinti di diversi periodi, la carriera ultra-settantennale del maestro nato a Roma nel 1932, da sempre legato al territorio aretino.
“Lirismo indifeso” è un evento organizzato da L’ulcera del signor Wilson e Fondazione Guido di Arezzo, con il patrocinio di Regione Toscana, Consiglio Regionale della Toscana e Comune di Arezzo e la collaborazione di Terra di Arezzo e Fondazione Arezzo Intour.
La mostra sarà visitabile fino al 6 gennaio 2026. Giovedì e venerdì con orario 16-19. Sabato e domenica con orario 10-13 e 16-19.
Alla base del progetto espositivo “Lirismo indifeso”, che segna il ritorno di Franco Onali ad Arezzo, vi è la volontà di restituire al pubblico la sua grammatica pittorica mediante una selezione di opere che ne ripercorrono la carriera. La mostra intende fornire al pubblico alcuni strumenti atti a dipanare l’enigma che risiede nella produzione eterogenea del maestro. Un evento finalizzato al netto superamento della fruizione frontale e asettica, per lasciare spazio a una libera e individuale sperimentazione estetica dell’immaginario dell’artista.
A prima vista, potrebbe quasi sembrare che l’arte di Onali sia molto eterogenea, addirittura scostante. I lavori in questione, difatti, non esprimono nulla direttamente: essi si limitano a riflettere gli stati d’animo del loro autore, un uomo istintivo, senza filtri. Non è un caso che la produzione sia caratterizzata da periodi estremamente floridi, alternati a momenti del tutto improduttivi.
Esistono due cicli essenziali nella produzione di Onali: uno giovanile, dagli anni Quaranta agli anni Settanta, conclusosi con la separazione dalla prima moglie, e uno senile, dagli anni Novanta a oggi, iniziato col superamento della depressione post divorzio, a seguito dell’incontro con Anna Maria Roncoroni, che sarebbe divenuta la sua seconda moglie.
Il primo ciclo è contraddistinto dalla produzione di opere post-cubiste. Nei primi anni Onali realizza pitture figurative partecipi di tratti surrealisti o simbolisti e sviluppa, nel tempo, una predilezione per un’estetica tendenzialmente cubista ma con principi fondanti originali. Se il cubismo si basa sull’idea di mostrare un soggetto da più punti di vista, superando così le regole prospettiche canoniche, Onali si serve di questo principio per riflettere le proprie tensioni. In altre parole, l’assenza di una prospettiva esatta assume un nuovo significato: essa veicola l’assenza di certezze che ha caratterizzato gran parte dell’esistenza del romano. Il post-cubismo di Onali si configura quale mero mezzo comunicativo di qualcos’altro. Mediante la pittura, egli cerca di lenire il proprio disagio, fintantoché esso non prende il sopravvento, portando l’artista a interrompere del tutto il suo lavoro per anni.
Il secondo ciclo si differenzia profondamente dal primo. Il pittore si dedica soprattutto all’astrattismo, declinandolo in plurime forme. L’autore torna a dipingere non tanto perché ha ritrovato fiducia nell’arte, bensì perché dipingere diventa un rituale. Il suo linguaggio astratto non esprime nulla direttamente, al contrario riflette il disinteresse radicale per oggetti e soggetti. Onali palesa la vuotezza, mostra il niente e lo fa attraverso un sapiente uso dei colori. Egli “non si esprime” grazie a una sensibilità estetica raffinata e incisiva. Non sono rari i dipinti in cui il soggetto corrisponde a un’area della tela priva di vernice, circondata da altre aree coperte da colori vibranti: è il riflesso di un artista che sceglie la non-espressione, ergo sceglie una autenticità assoluta. Ecco, quelle figure bianche, quelle non-figure, rispecchiano perfettamente il loro artefice: un uomo in costante ricerca di qualcosa che egli stesso non è mai riuscito a descrivere a parole, ma a cui si è potuto avvicinare attraverso il suo originale lavoro.
I consiglieri Lorenzo Mazzanti e Cesare Carini esprimono grande soddisfazione per la recente approvazione, da parte del Consiglio comunale di Perugia, dell’ordine del giorno da loro presentato volto a chiedere alla Regione Umbria l’introduzione di un sistema di esenzione dal ticket sanitario per i lavoratori che hanno perso involontariamente il lavoro e per i loro familiari a carico.
L’iniziativa nasce dalla consapevolezza del crescente peso che la spesa sanitaria rappresenta per molte famiglie, soprattutto in situazioni improvvise di perdita dell’occupazione. Un fenomeno che coinvolge anche numerosi lavoratori autonomi che, cessata l’attività, si trovano in attesa di una nuova collocazione professionale.
«L’attuale sistema di esenzione – spiegano Mazzanti e Carini – non consente sempre di rispondere con tempestività alle situazioni di emergenza economica derivanti dalla perdita involontaria del lavoro, in particolare per quanto riguarda i lavoratori autonomi con partita Iva. Per questo riteniamo fondamentale che la Regione Umbria valuti l’introduzione di un meccanismo specifico, in grado di garantire continuità nell’accesso alle prestazioni sanitarie e farmaceutiche per chi si trova in una fase delicata della propria vita lavorativa».
«Ringraziamo l’assessora Costanza Spera – aggiungono i consiglieri – per la disponibilità e l’attenzione dimostrate nei confronti di un tema che tocca da vicino molte famiglie e che richiede risposte concrete e tempestive. Riteniamo che l’approvazione di questo ordine del giorno rappresenti un passo importante verso una maggiore tutela sociale e sanitaria per i cittadini più esposti alle difficoltà del mercato del lavoro».
I bambini della Scuola dell’infanzia di Montedoro di nuovo in classe stamattina dopo la chiusura della sede di San Pio per Legionella: l’attività del plesso è ripresa regolarmente nelle sale della parrocchia della Madonna del Latte, dove continuerà, con i servizi di ristorazione e trasporto scolastico garantiti dal Comune, fino al via libera per il rientro da parte dell’Usl Umbria 1. Secondi e Guerri: “Un’importante risposta ai piccoli e alle famiglie frutto dell’efficace sinergia con tutti i soggetti coinvolti”
Primo giorno in classe per i bambini della scuola dell’infanzia di Montedoro, che da oggi sono ospitati provvisoriamente nelle sale della parrocchia Madonna del Latte a seguito della chiusura precauzionale della sede del quartiere San Pio, lo scorso 26 novembre, per la presenza del batterio della Legionella riscontrata dalle analisi dell’Usl Umbria 1. Per consentire l’esecuzione delle necessarie azioni di sanificazione del circuito idrico e degli ambienti che sono subito partite e sono in corso anche oggi, tutti i 98 piccoli iscritti, insieme alle 14 insegnanti dell’istituto e alle 3 operatrici ATA, sono stati trasferiti nei locali che avevano accolto l’asilo nido La Coccinella prima dell’inaugurazione del nuovo plesso. Nella sede provvisoria i bambini potranno portare avanti regolarmente tutte le attività e disporre dei servizi di ristorazione e trasporto scolastico, che sono stati completamente riorganizzati dal Comune. “Grazie alla efficace sinergia che c’è stata tra amministrazione comunale, Primo Circolo Didattico San Filippo, Diocesi di Città di Castello e Usl Umbria 1, che ringraziamo per la disponibilità e la collaborazione – sottolineano il sindaco Luca Secondi e l’assessore ai Servizi Educativi Letizia Guerri – siamo riusciti a gestire l’emergenza ed assicurare in soli due giorni la riconversione dei locali della parrocchia che avevano ospitato il nido comunale La Coccinella per accogliere i piccoli della scuola dell’infanzia di Montedoro. Riaprire oggi è un’importante risposta che diamo ai bambini e alle famiglie: l’attività della scuola, infatti, potrà continuare regolarmente e fin dal primo giorno sono stati assicurati anche i servizi comunali di ristorazione e trasporto scolastico”. Secondi e Guerri ringraziano tutti coloro che hanno lavorato per rendere possibile la prosecuzione del servizio, non ultimi i dipendenti amministrativi del Servizio Istruzione e Educazione del Comune che hanno collaborato con il personale del Primo Circolo Didattico San Filippo per l’allestimento a tempo di record dei locali. “Le sale della parrocchia della Madonna del Latte – puntualizzano sindaco e assessore – saranno utilizzate per tutto il tempo necessario alle operazioni di sanificazione della sede di San Pio della scuola dell’infanzia di Montedoro, che riaprirà non appena ci sarà il via libera delle autorità sanitarie”. Oltre che dall’assessore Guerri, che ha raggiunto la sede provvisoria per un sopralluogo, il primo giorno di scuola è stato seguito con la massima attenzione dalla dirigente scolastica del Primo Circolo Didattico San Filippo Silvia Ghigi, che attraverso la referente del plesso di Montedoro, Alessandra Fiorucci, ha assicurato il corretto svolgimento delle attività con la collaborazione di tutto il personale insegnante e degli addetti ATA. “Abbiamo ricevuto grandi disponibilità e collaborazione da parte di tutti, dal Comune, alla Diocesi e all’Usl 1: questo ha permesso di mettere a disposizione dei bambini e delle famiglie un’opportunità ottimale, date le condizioni, per proseguire la nostra attività”, dichiara la dirigente Ghigi, nell’esprimere la propria riconoscenza a tutte le istituzioni coinvolte e al personale della scuola “per il prezioso lavoro che ha permesso di riaprire tempestivamente il servizio”. Ghigi e Fiorucci evidenziano come il primo giorno di scuola nelle nuove aule sia stato vissuto serenamente dai bambini, che hanno ripreso l’attività con curiosità ed entusiasmo. Gli ambienti sono stati addobbati a tema natalizio e la preparazione delle iniziative per le prossime festività continuerà come programmato. Anche le famiglie hanno accolto favorevolmente la soluzione provvisoria che è stata messa a disposizione e per salutare il primo giorno hanno offerto la colazione ai bambini e al personale scolastico.
Venerdì 28 novembre, a Castiglion del Lago, Azione ha organizzato un incontro pubblico incentrato sul tema dell’Alta Velocità e della futura stazione AV Medioetruria. Per la prima volta si sono seduti allo stesso tavolo tutti i rappresentanti di Azione delle tre province interessate dal progetto – Arezzo, Siena e Perugia – insieme alla voce delle Aree Interne, per costruire una posizione comune basata su dati e non su appartenenze o tifoserie politiche.
Dopo i saluti del consigliere comunale di Castiglion del Lago, Paolo Brancaleoni, e dei rispettivi segretari provinciali di Azione, sono intervenuti Alberto Cruciani (Arezzo), Gianluca Romani (Siena), Elisa Modarelli (Perugia) e Gianluca Finocchi (Aree Interne).
Al centro dei contributi, sostenuti anche dalla forte presenza dei giovani Under 30 di Azione, c’è stata l’analisi delle esigenze reali dei territori e dei dati di partenza delle singole province, con un approccio dichiaratamente pragmatico e non ideologico, aperto al confronto con tutte le istituzioni e i soggetti coinvolti.
Alberto Cruciani, Responsabile Aree Tematiche – Segreteria Provinciale di Azione Arezzo, esprime la sua soddisfazione per la buona riuscita dell’evento: «L’incontro di venerdì ha rappresentato un momento importante di confronto tra territori, non per sostenere una scelta o un’altra rispetto alla localizzazione della stazione MedioEtruria, ma per mettere al centro le reali necessità delle province coinvolte.
Ciò che abbiamo voluto evidenziare è che questo percorso sarebbe dovuto avvenire prima della decisione sulla localizzazione, aprendo un dialogo interprovinciale che raccogliesse bisogni, dati e priorità dei cittadini di Arezzo, Siena e Perugia. Solo dopo un confronto strutturato e trasparente sarebbe stato corretto procedere a una valutazione definitiva.
È stato molto significativo vedere come persone venute a partecipare l’evento, appartenenti ad altre forze politiche e di altri territori, con visioni comprensibilmente differenti da quelle aretine, abbiano apprezzato il metodo proposto da Azione: un metodo fatto di serietà, ascolto e pragmatismo.
Questo ci fa sperare che, nella fase decisiva, tutte le voci dei cittadini vengano ascoltate e tenutenella dovuta considerazioneda chi dovrà dare il via all’opera.»
A proposito delle aree interne presenti in tutte e tre le province, Gianluca Finocchi sottolinea la necessità di armonizzare lo studio di fattibilità con il documento del MIT sulle Aree Interne e la Mobilità—soluzioni oggi inesistenti—con l’obiettivo di evitare che tali territori passino da periferici a marginali.
Il punto focale, emerso chiaramente anche dagli interventi del pubblico, è il metodo trasversale adottato da Azione: partire da dati oggettivi, confrontarsi con le parti interessate e andare oltre la semplice contrapposizione tra le diverse ipotesi oggi sul tavolo. L’obiettivo è individuare una soluzione che migliori l’accessibilità complessiva del territorio, senza incidere negativamente sull’attuale sistema di servizi per la mobilità e senza penalizzare i centri minori.
Azione ribadisce così il proprio profilo di forza politica riformista e concreta, con idee chiare ma disponibile al dialogo e alla collaborazione istituzionale, nella convinzione che infrastrutture strategiche come l’Alta Velocità vadano discusse mettendo al centro l’interesse dei cittadini e non le bandierine di partito.
Nel corso della recente seduta del consiglio comunale, il Presidente dell’assise Antonello Antonelli ha illustrato una iniziativa legata ad eventi e progetti emanazione del coordinamento regionale dei Presidenti del Consiglio delle singole municipalità territoriali.
“Nello scorso mese di maggio” ha detto Antonelli “è stato fatto il mio nome per ricoprire l’incarico di vicepresidente dell’organismo, e io ho accolto con piacere questo incarico. Assieme a Cosimo Guccione, Presidente del Consiglio comunale di Firenze, abbiamo messo in agenda un primo incontro in call al quale hanno partecipato in totale 21 Presidenti del consiglio toscani nel corso del quale sono già stati anticipati argomenti interessanti, che spaziano dal ruolo e l’importanza di ogni singolo consigliere, non tanto o solo come rappresentante di parte, ma come elemento propositivo per il proprio ambito, quindi riconoscendo quello che è o spesso dovrebbe essere il ruolo attivo del singolo consigliere, sino ad analizzare la figura del Presidente del Consiglio, con considerazioni che nascono dalle singole esperienze. Il prossimo mercoledi 10 dicembre ci riuniremo nella sede comunale fiorentina di Palazzo Vecchio per un primo incontro in presenza, per il quale sto attendendo da parte del coordinatore una proposta di ordine del giorno da integrare e condividere, e sarà un’ottima occasione per avere un contatto personale con colleghi di diverse estrazioni politiche e di diverse aree geografiche della nostra regione, oltre che per approfondire argomenti che sono cari a tutti coloro che ricoprono cariche elettive. Sarà mia cura nel corso del prossimo consiglio relazionare a tutti i colleghi le risultanze di tale incontro. Questo significa che il nostro consesso, nonostante il ruolo che a volte può sembrare periferico, ha buone opportunità di trovarsi a discutere e confrontare con realtà non solo più grandi ed estese territorialmente, ma con le quali condividere problematiche simili e ottenere spunti per la loro gestione”.
Il quinto 3-0 consecutivo consente alla ErmGroup di mantenersi dietro alla capolista Reggio Emilia e di puntare alla qualificazione della competizione nazionale
Sono ora cinque le vittorie consecutive per 3-0 inanellate dalla ErmGroup Altotevere, che ha quindi dato un seguito al suo primato nel campionato di Serie A3 Credem Banca, allungando l’eccezionale striscia sul campo della Monge Gerbaudo Savigliano. E per ciò che riguarda i singoli, l’opposto Simone Marzolla ha superato il traguardo dei 100 punti stagionali (è a quota 101, per l’esattezza), mentre Augusto Quarta non è più il leader realizzativo fra i centrali, superato da Michele Luisetto del Cus Cagliari che è salito a 70: il bolognese della ErmGroup – 5 punti contro il Savigliano – insegue a 67 assieme a Lorenzo Grottoli dell’Aurispa Dfv Lecce. E Quarta è adesso a -2 dal traguardo dei 1500 punti in carriera, che dovrebbe a questo punto tagliare domenica prossima al palasport di San Giustino. Ma ciò che conta è che la formazione di Marco Bartolini è seconda in solitaria nella classifica del girone Bianco, a 4 lunghezze dalla capolista Conad Reggio Emilia e con un +3 su Belluno e Gabbiano Farmamed Mantova, uscite sconfitte in questo turno di campionato e scese entrambe di una posizione perché al terzo posto (e a -1 da Biffi e compagni) si è inserita la Negrini Cte Acqui Terme, che ha ripreso la sua marcia dopo il ko di San Giustino. Peraltro, Acqui Terme e Belluno hanno già osservato la giornata di risposo, anche se all’appello mancano ancora diversi scontri diretti: già domenica prossima andrà in scena Acqui Terme-Belluno, il 13 sarà la volta di Mantova-Altotevere e poi il 21 dicembre Acqui Terme-Reggio Emilia. Di certo, la ErmGroup Altotevere ha compiuto un passo in avanti fondamentale per la qualificazione alla Coppa Italia di categoria, dove sono in cinque a lottare per quattro posti. Deciderà la classifica alla fine della fase di andata, cioè il 28 dicembre, quando proprio la ErmGroup starà alla finestra a osservare quanto accadrà negli altri campi. Ecco perché le prossime tre partite contro Trebaseleghe in casa, Mantova fuori e San Donà di Piave in casa diventano fondamentali. Ricordiamo che ai quarti di finale complessivi accedono le prime quattro in graduatoria a metà regular season di entrambi i gironi e che il 14 gennaio si giocheranno le due sfide secche di quello Bianco: 1° contro 4° e 2° contro 3°, in casa delle migliori classificate. Le quattro squadre vincenti daranno vita alla final four (7-8 marzo) o, in alternativa, alle semifinali dell’11 febbraio e alla finale dell’8 marzo.
La XXIV° edizione della Mostra Internazionale di Arte Presepiale si è aperta all’insegna di numerosi visitatori, italiani e stranieri, nel profondo ricordo di Gualtiero Angelini, indimenticato dirigente del comune di Città di Castello, ideatore e promotore instancabile della rassegna nel decimo anno dalla scomparsa – consegnata alla famiglia una targa alla memoria
Si e’ aperta lo scorso fine settimana all’insegna di numerosi visitatori, italiani e stranieri, la XXIV° edizione della Mostra Internazionale di Arte Presepiale, in programma da fino al 6 Gennaio 2026, (dal giovedi alla domenica, festivi e prefestivi dalle ore 9.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.30) in una location unica, la cripta della basilica cattedrale, 500metri quadrati di storia plurisecolare che custodiscono i corpi dei patroni Florido e Amanzio, insieme alle reliquie di san Crescenziano (III sec.). E’ una fra le prime rassegne in Italia per numero di espositori, oltre 170, presepi e scuole artistiche-artigianali rappresentate. La finalità e l’obiettivo è quello da una parte di proporre quanto di bello e nuovo ci sia di opere presepiali in Italia e all’estero, poi di valorizzare l’artigianato e le peculiarità artistiche della Regione, dall’altra parte quella di promuovere l’Alta Valle del Tevere incentivando la presenza di turisti e visitatori provenienti da fuori regione. Proprio in avvio della manifestazione il comune e l’Associazione Amici del Presepio hanno voluto rendere omaggio con una targa ufficiale alla memoria di Gualtiero Angelini, (a cui è dedicata la associazione stessa ed una apposita rassegna in cattedrale), indimenticato dirigente del comune di Città di Castello, ideatore e promotore instancabile della mostra: un pensiero speciale nella ricorrenza del decimo anno dalla sua prematura scomparsa. La targa è stata consegnata alla famiglia, presente la moglie, Simonetta Antinori con figli e nipoti, dal sindaco Luca Secondi, da Lucio Ciarabelli e Claudio Conti, rispettivamente, presidente e vice dell’”Associazione Amici del Presepio “Gualtiero Angelini”, affiancati dal vescovo di Città di Castello, Luciano Paolucci Bedini. Ieri mattina i vertici dell’associazione “Amici del Presepio “Gualtiero Angelini”, hanno fatto visita al cimitero monumentale e deposto un mazzo di fiori sulla tomba dove riposa il fondatore della manifestazione, promotore e artefice anche di altre numerose manifestazioni popolari e di successo, ispirate alla storia e tradizione tifernate. “Quella in corso – è stato evidenziato – è la decima edizione senza Gualtiero Angelini, colui che insieme ad altri appassionati del presepe inventò e fù il motore propulsore di questa bellissima manifestazione. Sarà sempre accanto a noi”.
Cordoglio e vicinanza del sindaco, Luca Secondi e dalla giunta alla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, per la scomparsa della madre
Cordoglio e vicinanza sono stati formulati oggi dal sindaco, Luca Secondi e dalla giunta alla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, per la scomparsa della madre. “Alla presidente e alla famiglia – sottolinea Secondi – le più sentite, sincere condoglianze e vicinanza.”
In occasione della Giornata Mondiale di Lotta contro l’AIDS, che ogni anno il 1º dicembre richiama l’attenzione internazionale sull’epidemia causata dal virus HIV, anche Umbertide si unisce al messaggio globale di consapevolezza e solidarietà. Lunedì 1° dicembre 2025, infatti, uno dei torrioni della Rocca di Umbertide si illuminerà di rosso, il colore simbolo di questa ricorrenza, per ricordare l’importanza dell’informazione, della prevenzione e del sostegno verso tutte le persone che convivono con l’HIV o che affrontano ogni giorno le difficoltà legate all’AIDS. Un gesto semplice ma potente, che vuole trasformare un luogo storico della città in un segno visibile di partecipazione e responsabilità collettiva. L’Amministrazione comunale sottolinea come Umbertide, negli anni, abbia sempre dimostrato attenzione e vicinanza ai temi legati alla salute e al benessere delle persone, impegnandosi a dare rilievo e visibilità a ricorrenze che non devono mai passare inosservate, ma diventare occasione di riflessione, dialogo e comunità. Illuminare la Rocca di rosso significa abbracciare simbolicamente chi vive questa realtà, ma anche invitare tutti a non abbassare la guardia, a continuare a informarsi e a contribuire alla diffusione di una cultura più consapevole e inclusiva.
Questa la dichiarazione dell’assessore con delega al sociale e alle pari opportunità, Lara Goracci: “Illuminare la Rocca di rosso è un gesto simbolico, ma profondamente significativo: rappresenta la vicinanza della nostra comunità a chi convive con l’HIV e ribadisce il nostro impegno nel promuovere una società più inclusiva e informata. È fondamentale continuare a parlare di prevenzione, sostegno e diritti, perché solo così possiamo costruire un futuro in cui ogni persona abbia le stesse opportunità e lo stesso rispetto, senza paura né pregiudizi.”
LA ROCCA SI ILLUMINA DI ROSSO: UMBERTIDE CELEBRA LA GIORNATA MONDIALE CONTRO L’AIDS
In occasione della Giornata Mondiale di Lotta contro l’AIDS, che ogni anno il 1º dicembre richiama l’attenzione internazionale sull’epidemia causata dal virus HIV, anche Umbertide si unisce al messaggio globale di consapevolezza e solidarietà. Lunedì 1° dicembre 2025, infatti, uno dei torrioni della Rocca di Umbertide si illuminerà di rosso, il colore simbolo di questa ricorrenza, per ricordare l’importanza dell’informazione, della prevenzione e del sostegno verso tutte le persone che convivono con l’HIV o che affrontano ogni giorno le difficoltà legate all’AIDS. Un gesto semplice ma potente, che vuole trasformare un luogo storico della città in un segno visibile di partecipazione e responsabilità collettiva. L’Amministrazione comunale sottolinea come Umbertide, negli anni, abbia sempre dimostrato attenzione e vicinanza ai temi legati alla salute e al benessere delle persone, impegnandosi a dare rilievo e visibilità a ricorrenze che non devono mai passare inosservate, ma diventare occasione di riflessione, dialogo e comunità. Illuminare la Rocca di rosso significa abbracciare simbolicamente chi vive questa realtà, ma anche invitare tutti a non abbassare la guardia, a continuare a informarsi e a contribuire alla diffusione di una cultura più consapevole e inclusiva.
Questa la dichiarazione dell’assessore con delega al sociale e alle pari opportunità, Lara Goracci: “Illuminare la Rocca di rosso è un gesto simbolico, ma profondamente significativo: rappresenta la vicinanza della nostra comunità a chi convive con l’HIV e ribadisce il nostro impegno nel promuovere una società più inclusiva e informata. È fondamentale continuare a parlare di prevenzione, sostegno e diritti, perché solo così possiamo costruire un futuro in cui ogni persona abbia le stesse opportunità e lo stesso rispetto, senza paura né pregiudizi.”
MERCOLEDÌ 3 DICEMBRE, “SMOKING ROOMS” DI MICHELE DI STEFANO
VENERDÌ 5 DICEMBRE, DALLA FRANCIA, IL NUOVO LAVORO DEI FRATELLI “LE BORGNE”
Si conclude con due spettacoli di danza, mercoledì 3 e venerdì 5 dicembre (ore 21), il programma autunnale di residenze artistiche promosso dall’Associazione CapoTrave/Kilowatt: 8 le compagnie ospitate da settembre a oggi, gruppi artistici che hanno potuto lavorare al Teatro alla Misericordiae che hanno vissuto gli spazi della Casa degli Artistidi Sansepolcro. Le residenze creative rappresentano un’occasione di lavoro per gli artisti e un’opportunità per le cittadine e i cittadini di Sansepolcro e della Valtiberina che, nelle prove aperte al pubblico, possono assistere alle creazioni “in corso” e dialogare con le compagnie. Mercoledì 3 dicembre il pubblico potrà assistere alla prova aperta di “Smoking rooms” del coreografo Michele Di Stefano, mentre venerdì 5 dicembre andrà in scena “La Brûlure la plus lente” dei fratelli David e Simon Le Borgne.
“Smoking rooms” è una coreografia che si configura come una tempesta di corpi in movimento, tra incontri ravvicinati e traiettorie imprevedibili. Si tratta di un nuovo capitolo sulla vibrazione energetica a distanza ravvicinata e a velocità sostenuta, che contraddistingue il lavoro di mk, gruppo attivo dal 2000 nell’ambito della coreografia e della performance, con al centro un nucleo stabile di artisti e la collaborazione continuativa con il musicista Lorenzo Bianchi Hoesch. Le loro creazioni sono ospitate nei maggiori festival italiani e internazionali. Tra i lavori più noti: Veduta, Bermudas (Premio Danza&Danza 2018 e Ubu 2019), Parete Nord, EDEN, Maqam. Dal 2020 il gruppo ha sede stabile al Teatro India di Roma con il progetto Oceano Indiano, da cui nasce anche Radio India (Premio Rete Critica 2020, Ubu Speciale 2021). Il fondatore Michele Di Stefano, Leone d’Argento alla Biennale 2014, è artista associato alla Triennale di Milano (2022–24) e attivo come coreografo e curatore in Italia e all’estero.
“La Brûlure la plus lente” è uno spettacolo in cui danza, video, suono e luce dialogano, senza seguire gerarchie o confini rigidi tra i diversi linguaggi. Tutto si mescola e si trasforma continuamente: il corpo, le immagini e i suoni convivono e si contaminano, rifiutando le contrapposizioni tra reale e finzione, umano e tecnologico, sogno e crisi, per esplorare un paesaggio sensoriale instabile e saturo. David e Simon Le Borgne, fratelli gemelli, provenienti dal mondo della danza, intrecciano creazione coreografica, performance e arti visive. Simon, dopo una carriera al Ballet de l’Opéra de Paris, entra a far parte del Tanztheater Wuppertal diretto da Boris Charmatz, portando avanti parallelamente le sue creazioni, tra cui Ad Libitum. David, formatosi al Conservatoire national supérieur de musique et de danse de Paris (CNSMDP), lavora come interprete per Alain Platel e Christian Rizzo, sviluppando una ricerca multidisciplinare che unisce danza, video e installazione.
Smoking Rooms Prova aperta– mercoledì 3 dicembre, ore 21:00 concept e coreografia Michele Di Stefano con Biagio Caravano, Sebastiano Geronimo, Luciano Ariel Lanza, Flora Orciari, Laura Scarpini, Francesca Ugolini disegno luci Giulia Broggi management Carlotta Garlanda promozione Jean François Mathieu con il sostegno di Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt)
La Brûlure la plus lente Prova aperta– venerdì 5 dicembre, ore 21:00 regia e coreografia David Le Borgne e Simon Le Borgne interpretazione Johanna Lemke, Julien Ferranti, Simon Le Borgne, David Le Borgne scenografia David Le Borgne assistente alla scenografia Ronan Canal composizione sonora Ulysse Zangs foto, video David Le Borgne produzione Compagnie SLB direzione tecnica Dgiorgia Chaix progetto sostenuto dall’Institut Français d’Italie e dal Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt) nell’ambito del Nouveau Grand Tour
Il programma di residenze artistiche è un progetto dell’Associazione culturale CapoTrave/Kilowatt, in collaborazione con il Comune di Sansepolcro; con il supporto di Ministero della Cultura, Regione Toscana, Fondazione CR Firenze, Institut Français d’Italie e Ambassade de France en Italie nell’ambito del progetto Nouveau Grand Tour; in partnership con RAT, Residenze Artistiche Toscane.
Le prove aperte si tengono al Teatro alla Misericordia di Sansepolcro (via della Misericordia snc) alle ore 21:00.
I consiglieri comunali Riccardo Leveque, Andrea Lignani Marchesani ed Elda Rossi hanno presentato un’interrogazione formale al Sindaco di Città di Castello, sollevando dubbi sull’allestimento delle luminarie natalizie 2025. Nonostante un investimento importante alcune arterie strategiche del centro storico sono rimaste al buio, generando un effetto estetico disomogeneo e malcontento tra residenti e commercianti. I consiglieri chiedono chiarimenti sulle motivazioni dell’esclusione.
IL TESTO INTEGRALE DELL’INTERROGAZIONE
Al Signor Sindaco di Città di Castello
I sottoscritti Consiglieri comunali,
PREMESSO
che nella serata del 29 novembre sono state inaugurate le luminarie natalizie nel Centro storico di Città di Castello con annesse musiche a tema emesse da appositi altoparlanti
che dette luminarie non comprendono tutto il Centro storico lasciando scoperte vaste aree e alcune importanti vie di comunicazione
che in particolare dette luminarie sono assenti in due arterie strategiche di accesso al centro come via San Florido e via XI settembre con un effetto estetico sicuramente non premiante
che con Determina dirigenziale n.1319 del 12 novembre scorso sono stati stanziati dall’Amministrazione comunale 30.400 euro per dette luminarie con un contributo aggiuntivo di 7.600 euro da parte del consorzio ProCentro per un costo totale di 38000 euro
che nelle vie predette escluse dalle luminarie negli anni passati Società rionali e singoli commercianti avevano provveduto ad un’illuminazione natalizia alternativa che privava di omogeneità luminosa il Centro storico e determinava un solco sociale eloquentemente espresso da alcuni residenti con il concetto di figli e figliastri
che la minore densità di attività commerciali in dette aree non può essere elemento cogente per determinarne l’esclusione dalle luminarie
che la penuria di risorse da destinare all’uopo è certamente un parametro oggetto di discussione ma deve a maggior ragione essere fonte di concertazione preventiva con tutti gli stakeholders coinvolti
che alcuni soggetti singoli e associativi insistenti su dette aree hanno dato la disponibilità a contribuire alle spese per le luminarie
INTERROGANO LA S.V.
a) sulla motivazione che ha determinato l’esclusione di alcune aree del Centro storico dalle luminarie natalizie
b) sulla necessità per gli anni venturi di una concertazione preventiva con tutti i soggetti potenzialmente coinvolgibili anche dal punto di vista contributivo
c) sulla necessità negli anni futuri di prevedere un Centro storico interamente illuminato anche attraverso sponsorizzazioni considerato che un simile obiettivo arreca benefici anche per coloro che insistono in aree coperte dalle luminarie
Città di Castello, 1 dicembre 2025
I Consiglieri interroganti
Riccardo Leveque Andrea Lignani Marchesani Elda Rossi
Il gruppo Adesso Riformisti per Sansepolcro ha infatti portato all’attenzione dell’Amministrazione quattro temi centrali per il territorio: tutela dell’assistenza pediatrica, stato dei lavori presso la Scuola Buonarroti, conservazione del sagrato della Chiesa di Santa Maria dei Servi e sicurezza nel quartiere CISA. “Fare opposizione non significa dire solo ciò che non va, ma portare in Consiglio le domande della comunità e trasformarle in proposte amministrative concrete”, ha esordito il capogruppo Michele Gentili aprendo la discussione sui quattro atti presentati nel Consiglio comunale del 29 novembre.
Approvata la mozione sulla tutela dell’assistenza pediatrica e il teleconsulto La mozione è stata approvata dal Consiglio comunale. L’Amministrazione ha assunto l’impegno di sollecitare ASL e Regione Toscana per estendere anche alla Valtiberina le misure a sostegno della pediatria territoriale e per attivare in modo strutturato il teleconsulto. Gentili ha precisato: “È un impegno importante, ora vigileremo affinché non rimanga solo una dichiarazione di intenti”.
Scuola Buonarroti: lavori finanziati e avviati, resta la necessità di un cronoprogramma e di garanzie sulle condizioni per studenti e famiglie. L’Assessore Marzi ha confermato che i lavori per la scuola “Buonarroti” sono oggi interamente finanziati e che la prima fase relativa all’adeguamento sismico dell’unità strutturale 1 è stata completata “quasi in anticipo rispetto ai tempi previsti”. Nei prossimi mesi prenderà il via l’intervento di efficientamento energetico, finanziato con circa 500.000 euro, con l’intenzione di concluderlo entro agosto in modo da rendere nuovamente disponibile l’unità per il prossimo anno scolastico. Contestualmente, la Giunta ha approvato lo “stralcio funzionale” per l’adeguamento e l’efficientamento anche delle restanti unità della scuola, con un finanziamento complessivo di 2,4 milioni, grazie a contributi regionali e fondi statali. Tuttavia, pur riconoscendo il progresso, il nostro gruppo mantiene l’attenzione su alcune criticità su questioni rilevanti; infatti, non c’è un cronoprogramma aggiornato e dettagliato, utile per capire tempi, fase per fase, dei lavori restanti. “Ringrazio l’assessore per le risposte rispetto a questo tema della scuola che non è un semplice edificio, ma un luogo educativo e di comunità e merita trasparenza, comunicazione puntuale e rispetto per chi la vive ogni giorno” – commenta Gentili.
Sagrato di Santa Maria dei Servi: L’assessore ha ribadito che il progetto è a norma, anche se secondo noi resta il tema della qualità del risultato e del mancato rispetto della conservazione della memoria urbana. Marzi ha riferito infatti che i materiali rimossi non sono stati considerati di pregio dalla Soprintendenza e che le attuali scelte progettuali rispettano i criteri di accessibilità. Ciò non toglie che su luoghi così simbolici serva una sensibilità che unisca norma, identità e memoria storica. Restano aperti i dubbi sulla qualità estetica dell’intervento e sui risultati finali.
Quartiere CISA: confermata l’installazione della telecamera, primi interventi sull’illuminazione e apertura all’incontro pubblico. È stata confermata l’installazione, a breve, di una telecamera di contesto con lettura targhe nella zona verso la Gattona. In corso un intervento in via dei Visconti per migliorare l’illuminazione, con possibile estensione ad altre aree. Il Sindaco ha inoltre dato disponibilità a promuovere un incontro nel quartiere, insieme a Polizia Municipale e Carabinieri, per affrontare in modo condiviso il tema della sicurezza e le buone pratiche da mettere in atto con l’aiuto di tutti. Gentili ha chiuso ricordando lo spirito degli atti presentati:
ADESSO – RIFORMISTI per SANSEPOLCRO
“Non c’è politica più vicina al cittadino di quella che ascolta, osserva e riporta in aula ciò che tocca davvero la vita delle persone. Noi vogliamo continuare a fare esattamente questo: trasformare i bisogni reali della comunità in impegni concreti per l’Amministrazione”.
Il convegno “Rapporto Medico-Paziente – Ascoltare e comprendere: la chiave dell’efficacia terapeutica nell’era digitale”, organizzato dall’Associazione Mogli Medici Italiani – sezione di Città di Castello con il patrocinio dell’amministrazione comunale, si è svolto sabato 29 novembre alle 15.30 nella Sala Consiliare del Comune, registrando una partecipazione attenta e qualificata.
Apertura dei lavori
Ha introdotto i lavori la presidente AMMI, Francesca Nardi, che ha presentato il senso dell’iniziativa sottolineando come, in una sanità sempre più tecnologica, l’ascolto autentico resti il cardine della relazione di cura. È seguito il saluto istituzionale dell’assessore alle Politiche sociali e Protezione civile del Comune di Città di Castello, Benedetta Calagreti, che ha rimarcato l’importanza del tema e ringraziato AMMI per aver acceso i riflettori su un argomento così centrale per la qualità dell’assistenza.
Le parole che curano
Il neurologo e psicoterapeuta Pierluigi Brustenghi, intervenendo su medicina narrativa e neuroscienze, ha evidenziato come chi cura debba saper uscire dalle “cornici” che rischiano di ingabbiare lo sguardo e impedire di vedere davvero l’altro. Ha richiamato il valore delle parole nel sostenere l’elaborazione del dolore, citando il pensiero di Hannah Arendt, e ha definito l’accoglienza dell’altro come un atto insieme etico e conoscitivo, che richiede maggiore capacità di porre domande e di attivare un dialogo: se la domanda è giusta, si apre una narrazione, altrimenti si ottengono solo informazioni.
Empatia e competenze relazionali
Il sociologo Paolo Trenta ha posto l’accento sulla distinzione tra competenze tecniche e competenze relazionali, ricordando come l’università e i percorsi di studio forniscano soprattutto hard skills, mentre le soft skills non vengano praticamente insegnate, pur essendo decisive nella pratica clinica. Ha insistito sul ruolo dell’empatia, invitando i medici a mettersi nei panni del paziente con una “giusta postura” interiore e relazionale, perché il corpo diventa espressione teatrale della psiche e la qualità della presenza del curante incide profondamente sul percorso terapeutico.
Tecnologia e umanità nella cura
Nel corso dell’incontro è stato più volte ribadito come, in un contesto sanitario attraversato da intelligenza artificiale, digitalizzazione e percorsi clinici complessi, il rapporto umano tra medico e paziente resti un elemento insostituibile di efficacia terapeutica. L’attenzione all’ascolto, alla comprensione profonda della persona e alla capacità di integrare competenze scientifiche, sensibilità umana e nuovi strumenti digitali è emersa come la vera sfida per una medicina che voglia rimanere vicina ai bisogni reali dei cittadini.
L’Intelligenza Artificiale in corsia
L’intervento del dottor Giampaolo Rossi ha mostrato come l’Intelligenza Artificiale, dal Machine Learning al Deep Learning, stia rivoluzionando la medicina con modelli predittivi che rendono analisi e diagnosi più rapide e precise. Attraverso esempi pratici, in particolare in radioterapia, ha evidenziato come l’AI supporti i medici nell’interpretazione delle immagini e nella definizione di trattamenti più mirati
Rossi ha inoltre richiamato il potenziale dei “gemelli digitali”, copie virtuali del paziente capaci di simulare malattia e risposta alle terapie, aprendo la strada a cure sempre più personalizzate e su misura. In questa prospettiva, la tecnologia diventa uno strumento per affinare le decisioni cliniche, senza sostituire la centralità del rapporto umano nella cura.
Chiusura e partecipazione
Il coordinamento e la moderazione dei contributi sono stati curati dal dottor Graziano Conti, che ha guidato il dibattito valorizzando il dialogo con il pubblico. L’iniziativa, aperta alla cittadinanza, ha offerto ai presenti un’occasione concreta di confronto su come ripensare la relazione medico-paziente nell’era digitale, confermando l’impegno di AMMI Città di Castello nella promozione di una cultura della cura fondata su competenza, responsabilità e umanità.
Si è svolta presso la Sala Rossi-Monti della Biblioteca Comunale di Città di Castello la presentazione del volume “ARCHITETTURA E TERRITORIO ALTA VALLE DEL TEVERE” Edizioni Nuova Prhomos, a cura di Giovanni Cangi e Marco Conti, con la premessa di Rita Olivieri.
Valeria Vaccari, dirigente dell’Istituto “Franchetti-Salviani”, ha ricordato la genesi del progetto Architettura e territorio, un “service learning” ante-litteram, che ha anticipato, per molti aspetti, la riforma scolastica entrata in vigore a pieno regime solo negli ultimi anni ed ha sottolineato le numerose risorse umane coinvolte e la collaborazione offerta a tutti i livelli dall’intero territorio.
Nell’indirizzo di saluto il sindaco Luca Secondi ha evidenziato l’interessante viaggio culturale altotiberino proposto nel volume ed ha ringraziato i curatori per l’occasione offerta, mentre il vescovo Luciano Bedini si è soffermato sul valore del testo in termini di memoria e di spunti offerti per approfondire conoscere ed approfondire il tema dei beni culturali diffusi nella nostra realtà.
E’ stata quindi la volta dei curatori che in un apprezzato intervento a due voci hanno illustrato i punti salienti e gli elementi più significativi delle 18 tappe che costituiscono il percorso proposto partendo dall’analisi della viabilità storica del territorio e dalle mappe di Leonardo per poi analizzare luoghi e architetture appartenenti al nostro ricco patrimonio culturale, cui fanno da capisaldi il Duomo biturgense e la Cattedrale tifernate: la Repubblica di Cospaia e la Baronia di Monte Ruperto, San Giustino, l’Abbadia d’Uselle con Cantone, Pescio e Vallurbana, Lerchi, San Biagio di Cerbara e infine Città di Castello con la Chiesa della Carità, San Pietro della Scatorbia e la Cattedrale dei Santi Florido e Amanzio. L’illustrazione si è chiusa con le tematiche temi di valenza territoriale: orientamenti delle chiese romaniche, tradizioni di culto e memorie architettoniche, mulini idraulici, il terremoto di Citerna e Monterchi del 1917 ed i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
Nell’intervento conclusivo l’editore Fabio Fratini ha messo in risalto le caratteristiche del volume formato da 400 pagine dense di storia, documentazione e foto a colori ed ha ringraziato i curatori per il forte impatto comunicativo e culturale dei contenuti.
Fra gli altri presenti in sala il Vice Sindaco Giuseppe Bernicchi, gli assessori Michela Botteghi e Rodolfo Braccalenti e il direttore dell’archivio diocesano Don Andrea Czortek.
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