Doppio appuntamento sabato 31 agosto per Franco Alessandrini, si inaugura “SGORBI” e presentazione del libro “il mio borgo”

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Arriva a Sansepolcro la Mostra “SGORBI” di Franco Alessandrini: il celebre artista originario di Sansepolcro ma residente a New Orleans in Louisiana si trova infatti da qualche giorno nel capoluogo della Valtiberina Toscana e approfitta per presentare alcune tra le sue più fantasiose creature scultoree  che si inseriscono perfettamente nel suo stile fatto di frammentazione dell’immagine; queste opere, più di altre, hanno a  che vedere con la voce interiore di ogni uomo, trattandosi di grottesche mostruose creature deluse e insoddisfatte. “La nostra autonomia, la nostra libertà e pari – queste parole di Alessandrini di prefazione alla mostra – alla lunghezza della catena da noi costruita, chiusa dal lucchetto del quale abbiamo perso la chiave”. Accanto alla Presentazione delle opere ci sarà anche quella del libro “Il Mio Borgo” . “Per il mio settantacinquesimo compleanno ho pubblicato questo libro in edizione limitata nel quale sono riprodotti paesaggi, personaggi e cose che questo mio antico Borgo mi ha ispirato nel corso degli anni.  E un piacere condividere con voi questi ricordi – Questo il breve comunicato dell’Autore che accompagna al pubblicazione del volume – Il ricavato dell’acquisto di questo libro sarà interamente devoluto all’Associazione Culturale Franco Alessandrini per le spese che incorre durante l’anno per eventi, mostre personali e collettive di vari artisti che vengono fatte alla Galleria di Via Aggiunti”.
Quella del 31 agosto è una opportunità che porta tutti a rileggere la storia di un creativo la cui costante ascesa a livello internazionale non si è mai arrestata e a valutare quella geniale creatività che continua ad emergere nel suo operato per il quale gli esperti si sono dovuti addirittura inventare un termine apposito che definisse una nuova tecnica. Fu Barbara Nauer, (negli anni 70) critica Americana di
fama internazionale, a definire con il termine tecnico “vibrasive”, la visione multipla di realismo frantumato. Nelle creature “SGORBI” c’è il più trasognato e fantascientifico pensiero di Alessandrini che crede che il mondo non sia solo in ciò che si vede. 
“Eremiti a tu per tu con attori famosi i cui compromessi sono, come la loro morale, – si legge in un brano inedito di Franco Alessandrini – un intreccio di Mitologia e Religioni colonne e capitelli di civiltà andate che ancora oggi si ricompongono insieme creando forme nuove”.
Questa volta sembra volersi spingere all’interno dell’animo umano alla ricerca di un uomo provocatorio e senza pudore, un uomo pieno di paure, incertezze e difetti e soprattutto un uomo alla ricerca di una identità più vera. Il libro, presentato contestualmente, raccontandoci la storia di alcuni decenni del suo lavoro manifesta una parentesi più ampia della sua creatività che tradisce la sua origine: tanti i lavori pubblicati che mettono in luce anche un evidente e spiccato interesse verso Piero della Francesca e gli altri classici del primo Rinascimento. Si tratta di un libro fotografico delle opere di Alessandrini, di epoche e momenti creativi diversi, tutte dedicate a  Sansepolcro. Il prezioso volume a colori, autentico omaggio alla sua città di origine, sarà posto in vendita, come annunciato tempestivamente dall’autore, per la raccolta fondi per sostenere al stessa Associazione omonima che da anni, Presidente Fabrizio Innocenti, si impegna a condividere in Italia il lavoro del creativo ed anche di altri artisti emergenti. Fans, ammiratori e cittadini troveranno nel volume grandi soddisfazioni nel riconoscere scorci, campanili, paesaggi e perfino personaggi del Borgo di ieri e di oggi. Più curioso e tutto ancora da documentare sarà invece il confronto con le sculture che saranno presentate che sembrano finire per accreditare l’opinione di quanti per raccontare Alessandrini hanno parlato di “neo-futurismo”, di “neo-cubismo” e pure di “neo-
surrealismo”. Alla sua seconda personale negli Stati Uniti, fu lui
stesso a ritenere e definire la sua opera come «un’elaborazione dell’arte
classica in forma moderna». Ora a Sansepolcro c’è dunque un’altra straordinaria occasione per vedere la modernità di questo creativo, per incontralo, conoscerlo meglio e scambiare con lui due parole sull’uomo moderno che spesso lascia uscire da se una natura equivoca, contorta e foriera di bizzarre forme antropomorfe.  Nel 1992, quinto centenario della scoperta dell’America, su incarico dell’American-Italian Association di Baton Rouge fu autore del monumento a Cristoforo Colombo inaugurato nel Columbus Day e nello stesso anno per il quinto
centenario di Piero a Sansepolcro, nella Ex Chiesa di San Giovanni
Battista, propose la mostra “Omaggio a Piero della Francesca”. “Questo il mio borgo, pietre e mattoni murati da antiche Civiltà, ancora presenti sotto gli intonaci, che attenuano – sono parole dell’Alessandrini nel catalogo di quella mostra, oggi ancora particolarmente attuali – le rughe dei secoli. Tra questi vicoli respiro la tua presenza, l’illusione fisica del passato, l’eco dei tuoi passi che camminano in altre dimensioni … le tue orme … la tua eredità …” .   
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