Esclusiva: Vincenzo Tofanelli lascia il PD “decisione sofferta, ma non era possibile fare altrimenti. Il partito ostaggio delle decisioni di pochi, la base e gli iscritti semplici spettatori”

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“Non è facile per me scrivere questa lettera, per comunicare agli isciritti e iscritte del PD la mia decisione, che è quella di abbandonare il Partito dopo 14 anni di militanza”. Esordisce così Vincenzo Tofanelli, già presidente del Consiglio Comunale e Assessore a Bilancio e Cultura nel precedente governo cittadino. “Sono stati 14 anni intensi, nei quali ho dato tutto, togliendo spazio e spazi alla mia vita privata, alla mia famiglia, ma lo rifarei. Non rimpiango nulla di questo percorso, condiviso insieme, che ci ha visto collaborare fattivamente, passare notti insonni, affrontare sfide importanti e momenti di forte criticità. Ora però mi sento di dire che quel partito che ho tanto amato, almeno per me, non esiste più” prosegue Tofanelli” quello che mi ha fatto più male, e da li parte la decisione di farmi da parte, è che le grandi promesse, i progetti lungimiranti, non sono stati neanche, in parte portati a termine, e forse in alcuni casi nemmeno abbozzati.Pper usare una frase molta in voga, la montagna è riuscita a partorire un topolino, e questo per scelte che non dipendono dalla base, ma da chi dirige il partito.

Ad oggi è molto più forte la politica dei caminetti, delle correnti, con iscritti costretti a recitare il ruolo di semplici spettatori di lotte interne tra dirigenti ambiziosi e concentrati nel proseguimento della loro carriera. Questo, a parer mio, non è la funzione che dovrebbe avere la politica, era stata più volte promessa una forte spinta al rinnovamento, promessa disattesa e mai mantenuta, che in sostanze è quello che chiede la base, io non partecipo a questo gioco, e in questo partito non mi ci riconosco. Ho scelto di aderire e di dare il mio contributo al Partito, per dare ascolto alle esigenze e alle istanze della gente e di dare, a questo, tutto me stesso” conclude Tofanelli “questi sono i motivi per i quali ho scelto di dimettermi dall’assemblea regionale, dall’unione comunale di Città di Castello, restituendo la tessera al mio segretario di circolo. Quello che non farò invece, è  di allontanarmi dalla politica, rimarrò attivo come semplice  cittadino, cercando vie praticabili, al fine di portare nei luoghi di interesse le vere istanze dei miei concittadini”

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