Due “cuori” ed un biglietto – Inedito San Valentino a Citta’ di Castello alla Pinacoteca comunale

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Due “cuori” ed un biglietto. San Valentino originale a Città di Castello grazie ad una particolare iniziativa che alla giornata dedicata agli innamorati unisce anche cultura, arte e tradizione nel palazzo simbolo dell’identità tifernate, la Pinacoteca comunale. Poliedro Cultura con il patrocinio e sostegno del comune di Città di Castello ha organizzato una visita guidata tematica, “Amore e mito”, fra gli affreschi e le opere. Lo splendido Palazzo Vitelli alla Cannoniera fu fatto costruire proprio in occasione di un matrimonio, quello tra il condottiero Alessandro Vitelli e Angela Paola Rossi di San Secondo Parmense. Un luogo dunque ricco di fascino e suggestione che si presta bene ad essere accostato alla giornata simbolo dell’amore. Proprio in occasione di San Valentino, per tutta la giornata di martedì 14 Febbraio, le coppie che decideranno di visitare il museo, prima di un pranzo o una cena a lume di candela, pagheranno un solo biglietto intero invece di due. Inoltre alle ore 17 ci sarà appunto una visita guidata tematica, “Amore e mito” agli affreschi e alle opere del Palazzo.

“Concentreremo la nostra attenzione sugli amori e gli intrighi del Palazzo ma anche e soprattutto sull’amore rappresentato negli affreschi e nelle opere della collezione – spiegano gli organizzatori dell’inedito evento – ci accompagneranno le coppie celebri affrescate nel meraviglioso scalone monumentale, gli amori tra i miti negli affreschi di Cola dell’Amatrice e Cristoforo Gherardi fino a parlare di amori rappresentati nelle opere esposte come il meraviglioso quadro di Giorgio de Chirico “Ettore e Andromaca”. “Ricorrenze ormai entrate a far parte della nostra vita come San Valentino ed il significato universale che esprimono – ha sottolineato l’assessore alla Cultura, Michela Botteghi – trovano spazio adeguato in un luogo di straordinaria bellezza come la Pinacoteca comunale, autentico scrigno di arte, cultura, tradizioni e leggende.

Trascorrere insieme qualche ora lì nel giorno di San Valentino usufruendo tra l’altro di una promozione sul biglietto di ingresso, credo possa rappresentare una occasione unica per ammirare il nuovo percorso realizzato all’interno del palazzo, in previsione dell’evento dedicato a Signorelli, subito dopo lo svolgimento del 500enario della morte di Raffaello che ha riscosso un successo straordinario”, ha concluso l’assessore alla cultura del comune tifernate. Per la visita guidata è necessaria la prenotazione: PoliedroCultura – 0758554202 / 0758520656 – cultura@ilpoliedro.org .

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Città di Castello, nasce il museo del tartufo: 200 pezzi per raccontare la storia dei “cavatori”

Saverio Bianconi, 72 anni, ha raccolto vanghini, bilance, libri antichi e curiosità legate alla cerca. Alcuni reperti saranno esposti al Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato CITTÀ DI CASTELLO – C'è il primo vanghino con cui ha iniziato a cercare tartufi, quando ancora la ricerca si poteva fare anche con il maiale. Ci sono vecchie bilance, bisacce, attrezzi ormai introvabili, libri ingialliti e persino oggetti recuperati casualmente nei boschi. Tutto raccolto in una stanza che, con il tempo, è diventata qualcosa di più di una semplice collezione privata: un piccolo museo dedicato al mondo del tartufo e alla storia dei suoi cavatori. A metterlo insieme è stato Saverio Bianconi, 72 anni, una vita legata al prezioso tubero e alla cultura della cerca. A Città di Castello, territorio dove la tradizione del tartufo è profondamente radicata, Bianconi ha trasformato una passione in uno spazio capace di raccontare un mestiere, le sue tecniche e soprattutto le tante storie che gli ruotano attorno. Sono oltre 200 i pezzi raccolti nella sala della sua residenza e del laboratorio. Un percorso didattico nel quale trovano posto le diverse varietà di tartufo, le informazioni sui territori di crescita e gli strumenti utilizzati dai cavatori nel corso degli anni. Il museo è nato quasi per caso. Tutto è partito dal ritrovamento di una pagina dedicata al tartufo all'interno di un erbario cinquecentesco del Mattioli. Da quel momento l'idea ha iniziato a prendere forma e quella che era una piccola stanza dell'azienda si è progressivamente riempita di oggetti, testi e testimonianze. «C'è il mio primo vanghino – racconta Bianconi con orgoglio – quando ho iniziato e la ricerca si poteva fare sia con il cane che con il maiale». Tra gli oggetti più curiosi c'è anche quella che Bianconi considera una vera e propria affettatrice da primato, acquistata anni fa in un mercatino a Sansepolcro. E poi i ritrovamenti più insoliti: un tartufo cresciuto dentro una chiocciolina, un altro sviluppatosi all'interno di un ramo secco e persino un paio di occhialini riemersi dal terreno durante uno scavo nella zona di Lama, dove nel 1944 era precipitato un aereo tedesco. Non mancano i documenti. Tra i testi custoditi nella collezione c'è anche la prima monografia sul tartufo di Vittadini. Pagine che raccontano quanto sia lunga la storia del rapporto tra l'uomo e questo particolare frutto del bosco. Il piccolo museo nasce quindi anche con l'idea di conservare una memoria che rischierebbe altrimenti di andare perduta. La “cerca e cavatura del tartufo” è diventata patrimonio culturale immateriale dell'umanità dell'Unesco e rappresenta ancora oggi, nell'Alto Tevere, una tradizione vissuta da centinaia di persone. «Ora che sono in pensione, mi dichiaro un pensionato del tartufo – dice Bianconi – e sto riguardando quello che è dentro questo ambiente. Ogni giorno riaffiorano ricordi indelebili legati a questo mondo». Una parte di questa raccolta uscirà ora dalla stanza che l'ha custodita per anni. Alcuni dei pezzi saranno infatti protagonisti della 46ª edizione del Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato, in programma a Città di Castello il 31 ottobre e 1° novembre, 7-8 novembre e 14-15 novembre. L'inaugurazione è prevista sabato 31 ottobre alle 16.30, con la presenza del sindaco di Alba Alberto Gatto. Un incontro pensato anche per rafforzare il rapporto tra l'Alta Valle del Tevere e il Piemonte, due territori accomunati dalla cultura della...

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