Modifiche provvisorie alla viabilità in occasione dell’incontro di calcio “Trestina-Grosseto”, in programma domenica 5 novembre alle ore 14,30 presso lo stadio comunale “Corrado Bernicchi”

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Modifiche provvisorie alla viabilità in occasione dell’incontro di calcio “Trestina-Grosseto”, in programma domenica 5 novembre alle ore 14,30 presso lo stadio comunale “Corrado Bernicchi”. Dalle ore 18,00 del 04/11/2023 alle ore 17,30 del 05/11/2023 e comunque fino al termine delle esigenze legate alla manifestazione sportiva: – DIVIETO DI TRANSITO E SOSTA CON RIMOZIONE FORZATA nel parcheggio in Via della Barca, in quanto riservato ai veicoli della tifoseria locale. Il solo transito sarà consentito ai residenti, al fine di poter accedere ed uscire dalle rispettive abitazioni, i cui ingressi sono posti nel predetto parcheggio; – DIVIETO DI TRANSITO E SOSTA CON RIMOZIONE FORZATA nella parte Sud del parcheggio antistante lo Stadio comunale in Viale Europa, eccetto i veicoli autorizzati dagli organi di Polizia; – DIVIETO DI TRANSITO E SOSTA CON RIMOZIONE FORZATA nella parte Nord del parcheggio antistante lo Stadio comunale in Viale Europa, in quanto riservato ai veicoli della tifoseria ospite. Il solo transito sarà consentito ai residenti al fine di poter accedere ed uscire dalle rispettive abitazioni, i cui ingressi sono posti nel predetto parcheggio; – DIVIETO DI SOSTA CON RIMOZIONE FORZATA in Via Gino Bartali, nel piazzale antistante l’ingresso del ciclodromo comunale; Per il giorno 05/11/2023, dalle ore 12,00 alle ore 17,30 e comunque fino al termine delle esigenze legate alla manifestazione sportiva, DIVIETO DI SOSTA AMBO I LATI CON RIMOZIONE FORZATA in Via della Barca; Per il giorno 05/11/2023, dalle ore 13,30 alle ore 17,30 e comunque fino al termine delle esigenze legate alla manifestazione sportiva, in Viale Europa e Via della Barca potrà essere istituito il SENSO UNICO DI MARCIA o il DIVIETO DI TRANSITO, eccetto i mezzi di Polizia, Soccorso, i veicoli delle tifoserie, dei residenti e degli autorizzati dagli organi di Polizia; N.B.: I veicoli della tifoseria locale, al fine di poter accedere alle aree di sosta a loro riservate (Parcheggio in Via della Barca), dovranno provenire da Viale N. Sauro e dirigersi verso quest’ultima strada o Via A. Zampini per defluire alla fine della manifestazione sportiva. I veicoli della tifoseria ospite, al fine di poter accedere alle aree di sosta a loro riservate (Parte Nord del parcheggio antistante lo Stadio comunale in Viale Europa), dovranno Pagina 4 di 5 provenire dalla Rotatoria “R. L. Montalcini” e dirigersi verso quest’ultima per defluire alla fine della manifestazione sportiva.

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Città di Castello, nasce il museo del tartufo: 200 pezzi per raccontare la storia dei “cavatori”

Saverio Bianconi, 72 anni, ha raccolto vanghini, bilance, libri antichi e curiosità legate alla cerca. Alcuni reperti saranno esposti al Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato CITTÀ DI CASTELLO – C'è il primo vanghino con cui ha iniziato a cercare tartufi, quando ancora la ricerca si poteva fare anche con il maiale. Ci sono vecchie bilance, bisacce, attrezzi ormai introvabili, libri ingialliti e persino oggetti recuperati casualmente nei boschi. Tutto raccolto in una stanza che, con il tempo, è diventata qualcosa di più di una semplice collezione privata: un piccolo museo dedicato al mondo del tartufo e alla storia dei suoi cavatori. A metterlo insieme è stato Saverio Bianconi, 72 anni, una vita legata al prezioso tubero e alla cultura della cerca. A Città di Castello, territorio dove la tradizione del tartufo è profondamente radicata, Bianconi ha trasformato una passione in uno spazio capace di raccontare un mestiere, le sue tecniche e soprattutto le tante storie che gli ruotano attorno. Sono oltre 200 i pezzi raccolti nella sala della sua residenza e del laboratorio. Un percorso didattico nel quale trovano posto le diverse varietà di tartufo, le informazioni sui territori di crescita e gli strumenti utilizzati dai cavatori nel corso degli anni. Il museo è nato quasi per caso. Tutto è partito dal ritrovamento di una pagina dedicata al tartufo all'interno di un erbario cinquecentesco del Mattioli. Da quel momento l'idea ha iniziato a prendere forma e quella che era una piccola stanza dell'azienda si è progressivamente riempita di oggetti, testi e testimonianze. «C'è il mio primo vanghino – racconta Bianconi con orgoglio – quando ho iniziato e la ricerca si poteva fare sia con il cane che con il maiale». Tra gli oggetti più curiosi c'è anche quella che Bianconi considera una vera e propria affettatrice da primato, acquistata anni fa in un mercatino a Sansepolcro. E poi i ritrovamenti più insoliti: un tartufo cresciuto dentro una chiocciolina, un altro sviluppatosi all'interno di un ramo secco e persino un paio di occhialini riemersi dal terreno durante uno scavo nella zona di Lama, dove nel 1944 era precipitato un aereo tedesco. Non mancano i documenti. Tra i testi custoditi nella collezione c'è anche la prima monografia sul tartufo di Vittadini. Pagine che raccontano quanto sia lunga la storia del rapporto tra l'uomo e questo particolare frutto del bosco. Il piccolo museo nasce quindi anche con l'idea di conservare una memoria che rischierebbe altrimenti di andare perduta. La “cerca e cavatura del tartufo” è diventata patrimonio culturale immateriale dell'umanità dell'Unesco e rappresenta ancora oggi, nell'Alto Tevere, una tradizione vissuta da centinaia di persone. «Ora che sono in pensione, mi dichiaro un pensionato del tartufo – dice Bianconi – e sto riguardando quello che è dentro questo ambiente. Ogni giorno riaffiorano ricordi indelebili legati a questo mondo». Una parte di questa raccolta uscirà ora dalla stanza che l'ha custodita per anni. Alcuni dei pezzi saranno infatti protagonisti della 46ª edizione del Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato, in programma a Città di Castello il 31 ottobre e 1° novembre, 7-8 novembre e 14-15 novembre. L'inaugurazione è prevista sabato 31 ottobre alle 16.30, con la presenza del sindaco di Alba Alberto Gatto. Un incontro pensato anche per rafforzare il rapporto tra l'Alta Valle del Tevere e il Piemonte, due territori accomunati dalla cultura della...

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