Dimensionamento scolastico: Scuola, fronte comune a Città di Castello, genitori e Comune in tribunale

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Genitori e Comune fanno fronte comune sul dimensionamento scolastico e portano la battaglia fino al Consiglio di Stato. Succede a Città di Castello, dove le famiglie degli alunni delle primarie e medie hanno deciso di costituirsi in giudizio accanto all’amministrazione.

La mossa arriva dopo il ricorso in appello dell’Avvocatura dello Stato, che punta a sbloccare il piano di riorganizzazione per l’anno scolastico 2026/2027 e a ribaltare la sospensiva già concessa dal TAR dell’Umbria. Un passaggio che ha riacceso tensioni e timori sul futuro delle scuole del territorio.

I genitori hanno affidato la difesa all’avvocato Alessio Tomassucci, scegliendo di sostenere in modo diretto la linea del Comune. Una presa di posizione netta, che punta a dimostrare compattezza su un tema considerato centrale per la comunità.

Sul tavolo restano le criticità più contestate: il rischio di un dimensionamento calato dall’alto, la possibile perdita di prossimità dei servizi scolastici e la mancanza di chiarezza su un decreto che ha già generato incertezza tra docenti e famiglie.

La partita, ora, si gioca su due fronti. Da una parte il Consiglio di Stato, dall’altra l’attesa per l’udienza del TAR fissata il 12 maggio. Nel mezzo, una comunità che prova a difendere il proprio modello di scuola.

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