Sabato 16 maggio open day agli impianti Polisport di via Engels: in arrivo anche la donazione di una nuova carrozzella agli atleti del wheelchair tennis grazie all’associazione “I Fiori di Lillà”
CITTÀ DI CASTELLO – Lo sport che unisce, abbatte ostacoli e crea opportunità. Parte da qui la nuova stagione del Circolo Tennis Città di Castello, che sabato 16 maggio accenderà i riflettori su un progetto destinato a lasciare il segno: il tennis in carrozzella, promosso in collaborazione con FITP (Federazione Italiana Tennis e Padel) e CIP (Comitato Italiano Paralimpico).
Una mattinata dal forte valore sportivo e umano, quella in programma presso gli impianti Polisport di via Engels, dove dalle 10 alle 12 si terrà un open day gratuito dedicato alla scoperta del wheelchair tennis, disciplina paralimpica capace negli anni di trasformare il tennis in un linguaggio universale di inclusione.
Non sarà soltanto una prova in campo. Sarà soprattutto un messaggio. Chiunque potrà avvicinarsi, conoscere il progetto, osservare da vicino gli allenamenti e capire quanto lo sport possa diventare strumento di autonomia, relazione e crescita personale.
Alle ore 12, poi, spazio a un momento dal forte significato simbolico: l’associazione “I Fiori di Lillà” donerà ufficialmente una nuova carrozzella ai soci del settore wheelchair, un gesto concreto di vicinanza e sostegno a chi vive lo sport come occasione di rinascita, libertà e sfida quotidiana.
Alla cerimonia parteciperanno il sindaco Luca Secondi, l’assessore allo sport Riccardo Carletti, la presidente dell’associazione “I Fiori di Lillà” Elena Signorelli, i rappresentanti di FITP e CIP, insieme al presidente di Polisport Stefano Nardoni.
Dietro l’organizzazione dell’evento c’è il lavoro del Circolo Tennis Città di Castello, che continua a crescere sotto la guida della presidente Gioia Calagreti, sempre più determinata a trasformare il club in un punto di riferimento non soltanto sportivo ma anche sociale per il territorio.
E i numeri sembrano darle ragione.
Dopo un 2025 record con oltre 120 tesserati, il 2026 si è aperto con risultati incoraggianti anche dal punto di vista agonistico, soprattutto nel settore giovanile.
“Siamo partiti con il piede sull’acceleratore – racconta con entusiasmo la presidente Gioia Calagreti –. I campionati umbri giovanili ci hanno regalato soddisfazioni enormi, con i fratelli Tavernelli protagonisti di un percorso importante. Diego ha lottato fino ai sedicesimi, mentre Giulio ha raggiunto gli ottavi nell’Under 15, fermandosi solo contro un avversario di categoria superiore dopo tre grandi vittorie. Ma forse la soddisfazione più bella è stata vedere per la prima volta due nostri piccoli atleti difendere i colori del circolo nell’Under 8, sia nel maschile che nel femminile”.
Segnali concreti di un movimento che continua ad allargarsi e a investire sul futuro.
Anche il calendario estivo è già definito e promette mesi intensi. A giugno tornerà infatti il tradizionale Open di Terza Categoria, maschile e femminile, uno degli appuntamenti più attesi del territorio. Confermati anche i tornei TPRA, ormai diventati un appuntamento fisso per tanti appassionati, insieme alle competizioni a squadre, con ben quattro formazioni pronte a rappresentare il circolo nei campionati D1, D2, D3 maschile e Under 18.
Senza dimenticare il Memorial “Peli-Belli”, torneo estivo nato per ricordare soci storici e figure che hanno contribuito a costruire negli anni l’identità del club.
Ma prima delle classifiche e dei risultati, c’è una data cerchiata in rosso: sabato 16 maggio.
“Venite a fare il tifo per la solidarietà – conclude Calagreti –. Sarà una mattinata di sport ma anche di festa, staremo insieme e condivideremo un momento importante per tutta la comunità. Chiedo alla città di partecipare e sostenerci, perché questi progetti rappresentano l’anima più autentica del nostro circolo. Il tennis a Città di Castello sta crescendo e insieme a Polisport vogliamo continuare a farlo diventare sempre più inclusivo. Venite a vedere quanto può essere potente lo sport quando riesce davvero ad abbattere ogni barriera”.
E forse è proprio questo il punto. Perché dietro una racchetta, una rete e una carrozzella, a volte si nasconde qualcosa di molto più grande di una semplice partita.



