Preggio punta sulla cultura: il Comune sostiene due nuovi festival per l’estate 2026

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Preggio si prepara a vivere un’estate all’insegna della cultura, della storia e della valorizzazione del territorio. La Giunta Comunale di Umbertide ha infatti deliberato la concessione del patrocinio e di un contributo economico alla Pro Loco Preggio, protagonista negli ultimi anni di un percorso di rilancio del borgo attraverso iniziative culturali e aggregative.

Un sostegno che conferma la volontà dell’Amministrazione comunale di investire su uno dei luoghi più caratteristici dell’Alta Valle del Tevere, sempre più apprezzato anche da cittadini stranieri che hanno scelto di viverci, contribuendo a mantenerne viva l’identità autentica.

Saranno due i grandi appuntamenti culturali dell’estate 2026.

Il primo è il Festival delle Culture Italiche “Millenni”, alla sua prima edizione, in programma il 20 e 21 giugno. Un evento che unirà divulgazione scientifica, archeologia e valorizzazione territoriale, con la partecipazione di studiosi di rilievo come Augusto Ancillotti, Luana Cencaioli, Paolo Braconi e Duccio Lelli.

Il programma prevede anche escursioni archeologiche guidate a Monte Murlo e Monte Acuto, laboratori per bambini e percorsi enogastronomici storici curati dalla stessa Pro Loco, in un dialogo tra cultura, paesaggio e tradizioni locali.

Il secondo appuntamento sarà invece il Festival del Racconto in Parole e Musica, in programma il 21 e 22 agosto, dedicato al racconto come forma culturale capace di intrecciare narrazione, musica e immagini.

Le iniziative coinvolgeranno realtà associative del territorio attive nella valorizzazione culturale e archeologica locale, con la collaborazione del Museo di Santa Croce di Umbertide, inserendosi in un progetto più ampio di promozione del territorio.

Per Preggio si tratta di una doppia occasione: da un lato rafforzare la propria attrattività turistica attraverso un’offerta culturale di qualità, dall’altro creare momenti di partecipazione e crescita sociale per residenti e visitatori.

Una scommessa che punta a fare del piccolo borgo un luogo sempre più vivo, aperto e capace di raccontare la propria storia.

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