Il caso del dimensionamento scolastico di Città di Castello torna al centro dell’attenzione. A poco più di un mese dalla sentenza con cui il TAR dell’Umbria ha annullato il piano predisposto dal commissario ad acta, il Comune denuncia che Ministero dell’Istruzione e del Merito e Ufficio scolastico regionale starebbero continuando ad agire come se quella decisione non fosse mai arrivata.
Secondo Palazzo comunale, infatti, gli atti emanati dall’USR nelle ultime settimane continuano a fare riferimento alla rete scolastica prevista dal piano di dimensionamento cancellato dai giudici amministrativi. Una situazione che, per l’amministrazione tifernate, rischia di creare ulteriore incertezza proprio mentre ci si avvicina all’inizio del nuovo anno scolastico.
Nel mirino ci sono il provvedimento del 12 giugno sull’organico di diritto del personale ATA e quello del 25 giugno relativo alla mobilità dei dirigenti scolastici per l’anno 2026-2027. In entrambi i casi, sostiene il Comune, viene preso come riferimento l’assetto nato dal dimensionamento annullato dal TAR.
In pratica, negli atti non compaiono più come scuole autonome la “Alighieri-Pascoli” e le due Direzioni didattiche, mentre risultano operativi gli Istituti Comprensivi 1 e 2, esattamente come previsto dal piano del commissario ad acta.
Per il Comune questo rappresenta un’evidente contraddizione con quanto stabilito dalla sentenza del TAR, che aveva annullato il dimensionamento e che, secondo l’amministrazione, avrebbe dovuto riportare in vigore la precedente organizzazione delle scuole cittadine.
Per questo motivo il sindaco Luca Secondi e l’assessore alle Politiche scolastiche Letizia Guerri hanno deciso di affidare all’avvocato Francesco Augusto De Matteis l’incarico di predisporre una diffida.
«Lo facciamo per tutelare la nostra comunità, gli studenti, le famiglie e tutto il personale della scuola – spiegano Secondi e Guerri -. Abbiamo incaricato il nostro legale di diffidare gli uffici competenti ad applicare quanto stabilito dalla sentenza del TAR. Allo stesso tempo ci chiediamo perché il Ministero dell’Istruzione e l’Ufficio scolastico regionale continuino a portare avanti questa impostazione, nonostante la decisione dei giudici e a pochi mesi dall’avvio del nuovo anno scolastico».
L’amministrazione comunale annuncia quindi di voler proseguire ogni iniziativa necessaria per ottenere il rispetto della sentenza e garantire certezze alla comunità scolastica tifernate, dopo una vicenda che nei mesi scorsi aveva acceso un forte dibattito in città.



