C’è chi ha scelto il mare, chi il lago e chi, invece, questa mattina ha deciso di mettersi gli scarponi, prendere lo zaino e salire oltre i 1.500 metri per vivere un’esperienza davvero speciale. Sul Monte Nerone, tra i crinali dell’Appennino umbro-marchigiano, il concerto all’alba organizzato dalla Sezione CAI di Città di Castello ha richiamato tantissime persone, regalando uno spettacolo in cui musica e natura si sono fuse alla perfezione.
La passeggiata nel silenzio della notte, l’attesa dei primi raggi di sole e poi le note che hanno iniziato a risuonare nello splendido scenario della Montagnola, accanto al cippo del Giro d’Italia. Un momento capace di lasciare il segno, reso ancora più suggestivo dal panorama che si apriva fino al Mar Adriatico.
Protagonisti della mattinata sono stati i maestri Fabio Battistelli, clarinettista di fama internazionale e direttore della Scuola comunale di musica “Giacomo Puccini” di Città di Castello, e Anthony Guerrini, alla chitarra. Il loro repertorio ha accompagnato il sorgere del sole con brani di Morricone, Nino Rota, Astor Piazzolla, Villa-Lobos e altri grandi compositori, accolti dagli applausi di un pubblico attento e coinvolto.
Nemmeno il vento è riuscito a rovinare la magia dell’evento. Anzi, ha fatto da cornice a una mattinata che molti hanno scelto proprio per sfuggire alla canicola delle città, preferendo la frescura della montagna e il fascino di un’alba diversa dal solito.
«È stata un’emozione unica e difficile da descrivere – hanno raccontato Battistelli e Guerrini al termine del concerto –. Non avevamo mai suonato a questa quota. Portare la musica di Morricone, Rota, Piazzolla e Villa-Lobos in un luogo così straordinario, davanti a un pubblico così partecipe, è qualcosa che porteremo sempre con noi. Grazie al CAI di Città di Castello e a tutti coloro che hanno condiviso questa esperienza.»
Per il Club Alpino Italiano non è stato soltanto un concerto, ma un modo per promuovere la cultura in montagna e valorizzare uno dei luoghi più affascinanti dell’Appennino. Un’iniziativa che si inserisce nel percorso della Commissione Centrale Cultura del CAI e nei festival culturali in quota che da anni uniscono arte, ambiente e territorio.
E alla fine il messaggio è stato quello più semplice e autentico: camminare nel silenzio della notte, aspettare l’alba e accoglierla con la musica è un modo unico di vivere la montagna. Una di quelle esperienze che restano dentro e che fanno capire, ancora una volta, quanto il Monte Nerone sappia sorprendere.


