Il rischio che oltre 1.100 cittadini di San Giustino restino senza medico di famiglia dopo il pensionamento di un professionista finisce al centro dello scontro politico. A intervenire è il segretario della Lega Umbria, Riccardo Augusto Marchetti, che parla di una vicenda «ampiamente prevedibile» e accusa la Giunta regionale di non aver programmato per tempo la sostituzione.
Marchetti, ringraziando il consigliere comunale Corrado Belloni per aver sollevato il caso, sostiene che quello di San Giustino non sia un episodio isolato, ma il simbolo delle difficoltà che l’Alta Valle del Tevere sta vivendo sul fronte sanitario.
«Un pensionamento non arriva all’improvviso – afferma –. Era una situazione nota da tempo e la Regione avrebbe dovuto organizzarsi per evitare che oltre mille cittadini si trovassero nell’incertezza. A questo si aggiunge la questione della continuità assistenziale, con la guardia medica di San Giustino che chiude e un intero comprensorio costretto a fare riferimento alla sola sede di Città di Castello».
Per il segretario della Lega il problema è più ampio e riguarda il progressivo indebolimento dei servizi sul territorio. «Dalla sanità alle infrastrutture, passando per le politiche di sviluppo, l’Alta Valle del Tevere continua a essere trascurata, nonostante rappresenti una parte strategica dell’Umbria».
Da qui anche un invito alla presidente della Regione, Stefania Proietti. «Se vuole conoscere davvero le criticità di questo territorio, siamo pronti ad accompagnarla. Chi governa la Regione ha il dovere di garantire gli stessi diritti a tutte le comunità, senza cittadini di serie A e cittadini di serie B».



