Dal 1957 al 1991 ha accompagnato generazioni di famiglie nei momenti più importanti: «Un ricordo che appartiene a tutta la comunità»
CITTÀ DI CASTELLO – Ci sono persone che, attraverso il proprio lavoro, finiscono per entrare nella storia di una comunità. È il caso di Bruna Roscini, ostetrica che per oltre trent’anni ha rappresentato un punto di riferimento per le donne e le famiglie di Morra e delle zone circostanti.
A lei è stata intitolata un’area verde della frazione di Morra, con una cerimonia partecipata alla quale hanno preso parte il sindaco Luca Secondi, alcuni assessori, tra cui Mauro Mariangeli, figlio di Bruna Roscini, Letizia Guerri e Rodolfo Braccalenti, oltre ai consiglieri comunali e a numerose persone che hanno conosciuto direttamente l’ostetrica e ne hanno voluto ricordare la figura.
Tra gli interventi più sentiti quello di Luciana Bassini, per molti anni impegnata nel reparto ospedaliero e a stretto contatto con Bruna Roscini.
La sua storia professionale è legata soprattutto a Morra. Dal 1957 fino alla sua scomparsa, nel 1991, Bruna Roscini ha svolto il proprio lavoro con competenza, responsabilità e grande umanità, accompagnando tante donne nel momento della nascita dei loro figli.
Un ruolo che, soprattutto in quegli anni, andava ben oltre quello strettamente professionale. L’ostetrica era infatti una presenza importante all’interno delle comunità, in particolare nelle realtà più periferiche, dove rappresentava per molte famiglie una figura di riferimento alla quale rivolgersi nei momenti più delicati.
Per questo l’intitolazione dell’area verde assume un significato che va oltre la semplice dedica. È un modo per riconoscere una vita spesa al servizio degli altri, ma anche per conservare nella memoria collettiva una storia che appartiene a tante famiglie di Morra.
Durante la cerimonia sono stati ricordati proprio il rapporto umano costruito negli anni e il legame profondo che Bruna Roscini aveva saputo creare con il territorio.
Dedicare oggi uno spazio pubblico al suo nome significa dunque lasciare un segno concreto di quella presenza e permettere che il suo ricordo continui a essere trasmesso anche a chi non ha avuto la possibilità di conoscerla.
Una memoria fatta non soltanto di date e di una professione, ma soprattutto di persone, famiglie e bambini venuti al mondo con accanto una donna che per oltre trent’anni ha fatto dell’aiuto agli altri la propria vita.






